Associazione a Schengen e a Dublino

Parole chiave: Schengen/Dublin

È da lungo tempo che la politica in materia di giustizia, sicurezza e migrazione non è più un compito meramente nazionale. In questo campo un’azione coerente e concertata sul piano internazionale è vieppiù necessaria. L’associazione a Schengen ha permesso alla Svizzera di potenziare gli strumenti di collaborazione transfrontaliera in questi settori. Essa partecipa inoltre al meccanismo internazionale volto a stabilire lo Stato competente per l’esame di una domanda d’asilo (Dublino), sgravando in tal modo il proprio sistema dell’asilo.

Nata in origine come strumento di diritto internazionale pubblico, nel 1999 la collaborazione a Schengen e Dublino è stata integrata nel quadro giuridico dell’UE (Trattato di Amsterdam), diventando una componente del diritto europeo il cui sviluppo compete dunque agli organi dell’UE. Mentre ormai tutti gli Stati dell’UE sono pienamente associati a Dublino, ciò non è (ancora) il caso con Schengen. Il Regno Unito e l’Irlanda, per esempio, finora non partecipano a Schengen nei settori "controlli alle frontiere" e "collaborazione in materia di visti" (nell’ambito del Trattato di Amsterdam i due Stati hanno ottenuto una cosiddetta clausola "opt in", ossia il diritto di decidere in quali settori intendono partecipare; finora non si sono avvalsi di tale diritto). Quattro Stati dell’UE (Cipro, Romania, Bulgaria e Croazia), inoltre, non sono ancora integrati nella cooperazione operativa di Schengen poiché nel loro caso non è ancora stata ultimata la necessaria procedura di preparazione (attuazione – valutazione – messa in vigore da parte del Consiglio dell’UE). La Norvegia, l’Islanda, la Svizzera e il Liechtenstein, infine, sono associati sia a Schengen sia a Dublino pur non essendo membri dell’UE.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 15.04.2015

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