Parere del Consiglio federale sul rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura

Berna, 18.05.2022 - Nella stragrande maggioranza dei casi, in Svizzera le persone private della libertà sono trattate correttamente. Questo è quanto si evince da un rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) del Consiglio d’Europa pubblicato a ottobre 2021, il quale rileva però anche un certo margine di miglioramento in diversi settori. Da allora, alcune raccomandazioni sono già state attuate o affrontate, come emerge dal pertinente parere del Consiglio federale, adottato nella seduta del 18 maggio 2022.

Dal 22 marzo al 1° aprile 2021 una delegazione del CPT ha visitato diversi penitenziari svizzeri. Nello specifico, il Comitato ha ispezionato il carcere di Champ-Dollon, l'istituto chiuso Curabilis di Ginevra, diverse strutture della polizia cantonale di Ginevra, il carcere di Bois-Mermet a Losanna, la clinica di psichiatria forense di Königsfelden, Argovia, gli stabilimenti di esecuzione giudiziaria di Soletta e Thorberg, Berna, e il centro per misure di Uitikon, Zurigo.

Il Comitato ha incontrato persone che al momento della visita erano private della libertà per ragioni di diritto penale, di procedura penale, di diritto civile e amministrativo. Oggetto di particolare attenzione è stato il trattamento di persone in custodia di polizia o in detenzione carceraria, persone affette da turbe psichiche e persone in condizione di detenzione amministrativa di diritto degli stranieri.

Dal rapporto del CPT dell'ottobre 2021 risulta che la stragrande maggioranza delle persone che si trovano in custodia di polizia o in un penitenziario in Svizzera è trattata correttamente. Nei Cantoni di Ginevra e Zurigo, tuttavia, il Comitato ha registrato episodi isolati di uso eccessivo della forza durante l'arresto. In alcuni casi, il CPT ha criticato anche la distribuzione di farmaci da parte di personale non medico. Inoltre, il rapporto segnala che in alcuni istituti della Svizzera occidentale il sovraffollamento continua a essere un problema.

Tolleranza zero per i maltrattamenti

Il Consiglio federale prende atto delle critiche del CPT e riconosce che, per quanto riguarda il lavoro della polizia, vi è ancora margine di miglioramento. Nel suo parere, redatto insieme alle autorità cantonali interessate, fa rilevare che già in fase di reclutamento e formazione del personale si presta grande attenzione alla prevenzione della violenza. Anche nel quadro della formazione continua, le tematiche della violenza da parte della polizia e della proporzionalità sono tenute in grande considerazione. Il corpo di polizia svizzero non ha alcuna tolleranza per i maltrattamenti ad opera dei propri collaboratori. Le segnalazioni in merito sono perseguite, elaborate e, all'occorrenza, inoltrate al Ministero pubblico per un'indagine indipendente.

Nel suo parere, il Consiglio federale illustra inoltre le misure previste per attuare le raccomandazioni del CPT, alcune delle quali sono già state implementate o sono in fase di realizzazione. Ad esempio, sono stati elaborati degli standard per la somministrazione dei medicinali durante la detenzione ed è stata creata una banca dati statistica più dettagliata per monitorare la capacità ricettive nel settore dell'esecuzione giudiziaria.

L'attività del CPT si fonda sulla Convenzione europea del 26 novembre 1987 per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, ratificata da tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa. Dal 1991 il CPT ha visitato la Svizzera già otto volte (sette visite periodiche e una visita ad hoc). Il Comitato non adotta un approccio accusatorio, bensì mira a instaurare un dialogo con le autorità competenti dei Paesi visitati per migliorare le condizioni dei soggetti privati della libertà.


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Ultima modifica 17.12.2021

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