Pubblicato il 30 giugno 2010
Simboli razzisti
Modifica del Codice penale svizzero e del Codice penale militare
Di cosa si tratta?
L’uso e la diffusione di simboli razzisti secondo gli articoli 261bis CP e 171c CPM sono punibili se tali bandiere, distintivi, slogan o forme di saluto simboleggiano un’ideologia che è volta a discreditare o discriminare gli appartenenti a una razza, etnia o religione, e se tale ideologia è propagandata pubblicamente. In sede di consultazione sono state espresse riserve in merito alla nuova norma penale che intendeva punire anche le persone o i gruppi che usano tali simboli in pubblico senza l’intento di diffonderli a fini propagandistici per un’ideologia razzista. A causa delle difficoltà di applicazione fatte valere in sede di consultazione, il Consiglio federale ha rinunciato alla creazione di una nuova norma penale.
Cos’è stato fatto finora?
- Il 1° luglio 2009 il Consiglio federale invia in consultazione una modifica del Codice penale e del Codice penale militare (comunicato per i media).
- Il 30 giugno 2010 il Consiglio federale rinuncia a istituire una nuova norma penale contro i simboli razzisti (comunicato per i media).
Documentazione
- 94.3375
Interpellanza Keller. Razzismo. Applicazione della norma penale.
(Questo documento non è disponibile in italiano) - 97.3327
Mozione Gusset. Discriminazione razziale. Revisione
(Questo documento non è disponibile in italiano) - 99.3169
Mozione Scherrer. Abrogazione della legge sul razzismo
(Questo documento non è disponibile in italiano) - 04.3607
Mozione Hess. Abrogazione della norma penale antirazzismo - 04.3812
Mozione Germann. Completamento della norma penale antirazzismo
(Questo documento non è disponibile in italiano) - 04.3224
Mozione Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale. Verwendung von Symbolen, welche extremistische, zu Gewalt und Rassendiskriminierung aufrufende Bewegungen verherrlichen, als Straftatbestand
(Questo documento non è disponibile in italiano) - 05.3013
Mozione Unione democratica di Centro. Stralcio dell'articolo sul razzismo - 06.472
Iniziativa parlamentare Hess. Abrogazione della norma penale antirazzismo
- 94.3375
Info complementari

19 giugno 2026
Divieto di simboli nazisti
Il 19 giugno 2026 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente una nuova legge speciale che non consente più di utilizzare simboli nazisti in pubblico e punisce con la multa chi non rispetta il divieto.
1 gennaio 2012
Cibercriminalità
Entrata in vigore il 1° gennaio 2012.
30 giugno 2010
Simboli razzisti
Modifica del Codice penale svizzero e del Codice penale militare. Il 30 giugno 2010 il Consiglio federale rinuncia a istituire una nuova norma penale.
21 dicembre 2007
Norma penale contro la discriminazione razziale
Il 21 dicembre 2007 il Consiglio federale rinuncia a intervenire per concretizzare tale norma.
19 giugno 2026
Mai più simboli nazisti in pubblico
In futuro non sarà più possibile utilizzare simboli nazionalsocialisti in pubblico. Chi viola il divieto sarà punito con una multa. Nella seduta del 19 giugno 2026 il Consiglio federale prende atto dei pareri prevalentemente favorevoli espressi in sede di consultazione e adotta il messaggio relativo a una nuova legge speciale. In una seconda fase il divieto verrà esteso ad altri simboli estremisti.
13 dicembre 2024
Il Consiglio federale intende vietare i simboli nazisti nello spazio pubblico
In futuro non sarà più possibile utilizzare pubblicamente simboli nazionalsocialisti. Chi viola il divieto sarà punito con una multa. Questo è quanto propone il Consiglio federale, che nella seduta del 13 dicembre 2024 ha avviato la consultazione relativa a una nuova legge speciale. In una seconda tappa estenderà il divieto ad altri simboli estremisti.
15 dicembre 2022
Rapporto sul divieto di simboli nazionalsocialisti e razzisti
In un rapporto del 15 dicembre 2022, l'Ufficio federale di giustizia (UFG) illustra il quadro legislativo vigente in merito all'uso punibile e non punibile di simboli nazionalsocialisti e razzisti. Il rapporto, commissionato dalla consigliera federale Keller-Sutter, riporta anche valutazioni degli operatori del settore sulla necessità di intervenire e discute i vantaggi e gli svantaggi delle opzioni legali per eventualmente vietare l'uso di tali simboli.
22 giugno 2022
Mancano le basi per rilevare i dati sulla discriminazione di persone LGBTI mancano le basi
Le analisi quantitative non sono idonee per rilevare dati relativi alla discriminazione basata sull’orientamento o l’identità sessuali. Il fenomeno dovrebbe dapprima essere esaminato con una ricerca qualitativa. A questa conclusione giunge il Consiglio federale in un rapporto adottato durante la seduta del 22 giugno 2022. Mediante diverse misure intende però migliorare i dati attualmente disponibili nel quadro della sua Strategia per uno sviluppo sostenibile (SSS) 2030.
3 aprile 2020
Il divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale entra in vigore il 1° luglio
A partire dal 1° luglio 2020 sarà punito chiunque discrimina una persona in base all’orientamento sessuale. Nella seduta del 3 aprile 2020, il Consiglio federale ha posto in vigore per tale data le relative modifiche del Codice penale e del Codice penale militare. Nella votazione popolare del 9 febbraio 2020, l’elettorato svizzero ha chiaramente confermato la decisione del Parlamento di estendere la norma penale antirazzismo.
29 gennaio 2020
Attuazione rapida del "Matrimonio civile per tutti"
Il Consiglio federale vuole eliminare le attuali disparità di trattamento delle coppie dello stesso sesso. Sostiene pertanto il progetto elaborato dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) sulla base dell’iniziativa parlamentare 13.468 "Matrimonio civile per tutti". È quanto affermato nel parere adottato durante la seduta del 29 gennaio 2020 secondo cui occorre in un primo momento sancire il principio che le coppie dello stesso sesso possono sposarsi. Altre questioni, in particolare l’accesso alla medicina riproduttiva, devono essere approfondite e saranno discusse successivamente in sede separata.
17 dicembre 2019
Divieto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale: Consiglio federale e Parlamento raccomandano di votare sì il 9 febbraio
Nessuno deve essere discriminato a causa della sua omo-, etero- o bisessualità: questo principio rientra nei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione federale. Accade tuttavia regolarmente che persone siano denigrate o vengano private dei loro diritti a causa del loro orientamento sessuale. Il Parlamento ha pertanto deciso di estendere il campo d’applicazione della cosiddetta norma penale "antirazzismo", che attualmente protegge dalla discriminazione e dall’odio fondati sull’appartenenza razziale, etnica o religiosa, aggiungendovi il criterio dell’orientamento sessuale. Consiglio federale e Parlamento raccomandano di votare sì il 9 febbraio 2020 alla norma penale ampliata, che rafforza la protezione dalla discriminazione senza violare la libertà d’espressione.
15 agosto 2018
Migliore protezione contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale
La discriminazione di persone omosessuali, bisessuali, transidentitarie o intergender va vietata esplicitamente nel diritto penale al fine di tutelarle meglio. Durante la seduta del 15 agosto 2018, il Consiglio federale ha preso atto della pertinente proposta della competente Commissione del Consiglio nazionale.
25 maggio 2016
Il Consiglio federale intende rafforzare in modo mirato la tutela dalla discriminazione
In linea di massima il diritto svizzero garantisce una tutela sufficiente dalla discriminazione. Vi sono tuttavia delle lacune soprattutto nell’ambito del diritto privato e specificamente per le persone omo-, tran- e intersessuali. È quanto conclude il Consiglio federale dopo aver preso atto dello studio sull’accesso alla giustizia in casi di discriminazione del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU). Nel rapporto sulla tutela dalla discriminazione, adottato in data odierna, il Consiglio federale presenta le raccomandazioni del CSDU che vanno esaminate in modo approfondito. Molte di loro sono già prese in considerazione nell’ambito di progetti legislativi in corso.