Meglio una nuova normativa in materia di prescrizione anziché l’imprescrittibilità

Berna. L'iniziativa popolare «per l'imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile» non è adatta per combattere efficacemente i reati sessuali commessi sui fanciulli. Imprecisa nella sua formulazione, l’iniziativa risulta di difficile attuazione e potrebbe addirittura rivelarsi controproducente. Ha tuttavia dato l’impulso per ridefinire la normativa in materia di prescrizione, che tiene maggiormente conto delle particolari esigenze delle giovani vittime.

Il 30 novembre 2008 il Popolo e i Cantoni sono chiamati a votare sull’iniziativa popolare lanciata dall’associazione «Marche Blanche» e intitolata «per l'imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile». L’iniziativa intende impedire che autori di reati pedofili possano rimanere impuniti perché il reato è caduto in prescrizione. Il Consiglio federale e il Parlamento comprendono tale desiderio, come ha assicurato la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf in occasione della conferenza stampa di martedì a Berna. La ministra ha inoltre dato conto ai promotori di aver attirato l’attenzione del pubblico su un problema irrisolto: chi è vittima di abusi sessuali nell’infanzia molto spesso non ha abbastanza tempo per rendersi conto dei vantaggi e degli svantaggi inerenti a una denuncia penale. L’iniziativa popolare però non si presta a risolvere tale problema.

Ecco perché il Consiglio federale e il Parlamento propongono un controprogetto indiretto. La nuova normativa in materia mantiene a quindici anni il termine di prescrizione, che però inizia a decorrere soltanto quando la vittima raggiunge la maggiore età, concedendole quindi tempo a sufficienza per decidere liberamente se sporgere denuncia. Una volta respinta l’iniziativa, il Consiglio federale potrebbe porre in vigore senza indugio la nuova normativa in materia di prescrizione.

Terminologia giuridica imprecisa…

L’iniziativa popolare sarebbe difficile da attuare perché introduce due concetti poco precisi, ha poi spiegato la consigliera federale Widmer-Schlumpf. Dell’imprescrittibilità beneficerebbero i «fanciulli impuberi»; il momento in cui ha inizio la pubertà però è molto individuale e difficile da determinare con precisione. Anche l’espressione «reati sessuali o di pornografia» è poco chiara e non specifica abbastanza i reati cui si applicherebbe l’imprescrittibilità.

… e aspettative poco realistiche

Inoltre l’iniziativa popolare induce a credere, stando alla consigliera federale Widmer-Schlumpf, che le autorità di polizia e di giustizia siano in grado di dimostrare la colpevolezza dell’autore di un reato – e quindi di punirlo – anche a distanza di decenni. Invece, più tempo trascorre, più diventa difficile accertare i fatti senza ombra di dubbio; ne conseguirebbero assoluzioni per mancanza di prove, con il rischio di gettare le vittime nuovamente nella disperazione.

Jacqueline De Quattro, consigliera di Stato del Canton Vaud, ha sottolineato che l’abuso sessuale commesso sui bambini non lascia indifferente nessuno. Non sempre i bambini sono abbastanza maturi ed esperti per riconoscere la reprensibilità di quanto subiscono. Spesso inoltre la dipendenza emotiva ed economica dall’autore li costringe al silenzio. Infine le giovani vittime reprimono sovente l’accaduto per proteggersi. Per questi motivi la consigliera di Stato De Quattro si dice favorevole alla normativa speciale elaborata dal Consiglio federale e dal Parlamento, che concede più tempo di riflessione alle giovani vittime pur tenendo conto dell’interesse della giustizia penale a un perseguimento penale efficiente.

Ricordi dolorosi

Il giudice istruttore bernese Anastasia Falkner ha fatto notare che l’imprescrittibilità chiesta dall’iniziativa popolare non avrebbe conseguenze per gli autori recidivi poiché, in base alla prassi giudiziaria, il termine di prescrizione ricomincia a decorrere ad ogni nuovo reato per tutti i reati commessi in precedenza. Qualora un autore abbia smesso da decenni di commettere reati, tuttavia, in sede procedurale sorgerebbero difficoltà probatorie. La giudice istruttrice ha sottolineato come siano rari i testimoni oculari e i rei confessi nei casi di reati sessuali, per cui le autorità di perseguimento penale non hanno altri mezzi probatori che l’interrogatorio delle vittime e degli accusati. Per le vittime però è talmente doloroso evocare i particolari di quanto è accaduto che successivamente in molte si pentono di aver sporto denuncia.

Michael Leupold, direttore dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) ha illustrato come negli ultimi due decenni, alla luce delle conoscenze scientifiche del momento, i termini di prescrizione per i reati sessuali commessi su minori sono dapprima stati ridotti e poi gradualmente estesi. Leupold condivide il controprogetto indiretto in quanto lo considera una soluzione individualizzata ed equilibrata, che rispecchia in larga misura le normative vigenti nella maggior parte dei Paesi europei.

Ultima modifica 21.10.2008

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