Adottate numerose misure contro la violenza giovanile

Berna. Da parecchi anni la Confederazione e i Cantoni intraprendono notevoli sforzi per arginare la violenza giovanile. Con il rapporto e il pacchetto di misure inviati in consultazione lo scorso giugno, il DFGP ha inoltre fatto un primo passo per garantire un modo di procedere mirato e coordinato. La critica avanzata in diverse occasioni dal PPD, secondo cui il DFGP non sarebbe attivo nella lotta alla criminalità giovanile è priva di qualsiasi fondamento.

Il problema della violenza giovanile è stato affrontato a diversi livelli a partire dalla fine degli anni Novanta. Per migliorare la coordinazione degli sforzi attuali, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha inviato in consultazione il progetto di un rapporto concernente la violenza giovanile, in cui si procede a un’analisi del problema. Sono state inoltre proposte varie misure concrete nei settori della polizia, del perseguimento penale, dell’esecuzione delle pene e della migrazione. La limitazione a provvedimenti soprattutto repressivi va ricondotta al fatto che il DFGP è competente nei settori dell’integrazione e della sicurezza. L’applicazione delle misure spetta all’Ufficio federale di giustizia, all’Ufficio federale della migrazione e all’Ufficio federale di polizia.

Anche la nuova legge sugli stranieri, che entrerà probabilmente in vigore il 1° gennaio 2008, contiene elementi preventivi per impedire la violenza attraverso una migliore integrazione. Il ricongiungimento famigliare più rapido permetterà ad esempio ai giovani di svolgere la loro formazione per alcuni anni in Svizzera e ottenere così un migliore accesso a un’attività lucrativa. Inoltre, a fine agosto 2007, il Consiglio federale ha adottato più di 40 misure d’integrazione, elaborate sotto la direzione dell’Ufficio federale della migrazione con la collaborazione di vari dipartimenti e uffici.

Per quanto riguarda la richiesta di ulteriori agenti di polizia, bisogna tenere conto della sovranità dei Cantoni in materia di polizia.

Pertanto, l’affermazione del PPD, secondo cui il capo del DFGP, il consigliere federale Christoph Blocher, non avrebbe adottato misure efficienti contro la criminalità giovanile, non corrisponde a verità. Indipendentemente da ciò, è chiaro che la criminalità giovanile può essere affrontata soltanto con una combinazione di misure preventive e repressive e che le autorità competenti e i privati devono collaborare come partner alla loro applicazione. In questo contesto il primo passo consiste nel discutere apertamente della criminalità giovanile. Il DFGP è pertanto lieto che i partiti riconoscano che la crescente violenza giovanile è un problema da prendere sul serio.

Ultima modifica 09.10.2007

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