Votazione sull'iniziativa popolare "Parità di diritti per i disabili"

Vale il testo parlato

Gentili Signore, egregi Signori

Apriamo oggi la campagna contro l'iniziativa popolare intitolata «Parità didiritti per i disabili». Già queste prime parole da sole mi rivoltanoprofondamente. Chi infatti può seriamente essere CONTRO la «parità didiritti per i disabili» ?

Io sono contro la discriminazione dei disabili nella nostra società. Sonoper una legge ragionevole ed efficace che renda ai disabili più facile ilvivere in Svizzera e migliori la loro qualità di vita.

Per i disabili che vivono in Svizzera - e non sono pochi - la vita èspesso disagevole e difficile. C'è carenza di impianti idonei alle esigenze deidisabili, di edifici pubblici facilmente accessibili, di soluzioni appropriateper le forme più diverse di disabilità; ma, in particolare, manca lacomprensione, la sensibilità e la disponibilità nei confronti di coloroche sono affetti da una disabilità.

Una volta di più siamo chiamati a votare su un'iniziativa, a elaborare leggie nuove prescrizioni, senza però riflettere sugli aspetti più importanti, comela comprensione, la sensibilità e l'eliminazione di pregiudizi nonchéla discussione sulla nostra disponibilità ad aiutare.

Nonostante quanto detto, lo Stato è tenuto a vegliare - con leggi eprescrizioni - affinché i disabili possano muoversi, lavorare, viaggiare ebeneficiare di quanto offerto in modo migliore, più semplice, più rapido, piùagevole e più equo.

Il Consiglio federale ha per tale motivo elaborato la legge sui disabili,licenziata nel frattempo dalle Camere federali.

La nuova legge rappresenta una soluzione giudiziosa e prammatica che facilitaalle persone disabili il vivere nella società.

Per contro, il Consiglio federale respinge l'iniziativa popolare «Parità didiritti per i disabili» in votazione il 18 maggio prossimo. Quali sono i motividel suo rifiuto?

L'iniziativa pretende troppo. Il Consiglio federale, il Parlamento - eanch'io - riteniamo il controprogetto indiretto, ossia la nuova legge, lasoluzione più confacente e più sensata.

Oltre all'urgente sensibilizzazione e a un vero dialogo con i disabili inSvizzera, la legge proposta dal Consiglio federale costituisce la soluzionemigliore e, soprattutto, di più facile e rapida realizzazione.

Vorrei ora sollevare e chiarire alcune questioni di carattere tecnico egiuridico.

Gli autori dell'iniziativa vogliono sancire nella Costituzione un dirittosoggettivo che permetta ai disabili di portare in giudizio e di imporre,direttamente in base alla Costituzione, l'accesso a edifici pubblici e aprestazioni.

Così strutturato tale diritto risulta problematico soprattutto a causadell'applicazione giuridica e delle conseguenze finanziarie.

L'attuazione dell'iniziativa è difficoltosa e crea un'incertezza del diritto.Il testo costituzionale proposto lascia troppo spazio all'interpretazione,risultando quindi imprevedibile, e non fissa termini transitori d'adeguamento;è troppo poco differenziato. Un esempio:

  • Nel caso in cui l'iniziativa fosse accettata, per principio si potrebbe,ad esempio, chiedere l'immediato adeguamento di una qualsiasi fermata pergarantire l'accesso ai mezzi di trasporto pubblici; spetterebbe quindi aitribunali decidere se sia ragionevolmente esigibile dal profilo economico unadeguamento da parte del vettore, acquistando altri veicoli o provvedendoall'adeguamento edile delle fermate.
  • I tribunali dovrebbero anche decidere quanto debba spendere un'aziendacommerciale per adeguare un immobile alle esigenze dei disabili, provvedendo,per esempio, all'installazione di un ascensore.

L'incertezza del diritto interessa quindi soprattutto i proprietarid'immobili, l'industria e i fornitori di prestazioni: in molti punti poi non èchiaro come la disposizione costituzionale sarà interpretata dai tribunali.

Invece che dai tribunali o dalle autorità amministrative, è meglio che ilprincipio della proporzionalità sia concretato dal legislatore.

In un ambito tanto complesso, la garanzia di un diritto soggettivo a livellocostituzionale non è la buona strada per promuovere la parità tra disabili enon-disabili.

I costi non sono di per sé un argomento valido quando si tratta di discuteremiglioramenti per i disabili. Ma l'iniziativa cagiona costi che potrebberopregiudicare in modo duraturo il dialogo e la comprensione tra disabili enon-disabili. È certamente più saggio procedere più lentamente: a volte menoè meglio di troppo.

Anche per tale motivo, il Consiglio federale e la maggioranza del Parlamentorespingono l'iniziativa.

Con la nuova legge sui disabili ci occupiamo molto concretamente dismantellare le barriere ancora esistenti.

[Anche] la legge prevede come elemento cardine diritti individuali volti agarantire ai disabili l'accesso a costruzioni e impianti nonché l'utilizzazionedi prestazioni. Rispetto all'iniziativa, i disabili sanno però in anticipo acosa attenersi, vale a dire dove hanno un diritto e dove no.

Quasi senza volerlo ho iniziato a fare un confronto fra la legge el'iniziativa. Continuiamo allora su questa via e chiediamoci: quali sono ledifferenze essenziali fra l'iniziativa e la legge?

  • Per quanto concerne le costruzioni, la legge contempla soltanto quellenuove e quelle che vengono rinnovate. Ma la legge si spinge persino più inlà dell'iniziativa in quanto contempla anche determinate costruzioni nonconsiderate come accessibili al pubblico. Per contro la legge non impone diadeguare alle esigenze dei disabili le costruzioni esistenti, e questoindipendentemente dal fatto che siano accessibili o no al pubblico.
  • Per i disabili i mezzi di trasporto pubblici hanno grande importanza: èsoprattutto grazie ad essi che i disabili possono partecipare alla vitasociale - sempreché tali mezzi siano conformi alle loro esigenze. La consiglieradi Stato Fiez parlerà in seguito dei provvedimenti previsti in questosettore e delle differenze fra l'iniziativa e la legge.
  • Le prestazioni della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni devonoessere offerte in modo conforme alle esigenze dei disabili. E qui non visono differenze rispetto all'iniziativa.
  • Vi sono invece differenze per quanto riguarda le prestazioni offerte daprivati. L'iniziativa non fa distinzioni per quanto concerne il fornitore diprestazioni: l'offerta deve essere conforme alle esigenze dei disabili. Lalegge sui disabili prevede invece per i privati che offrono prestazioniprescrizioni meno severe di quelle dell'iniziativa: i privati non possonodiscriminare i disabili, ma non sono nemmeno tenuti ad adeguare specialmentela loro offerta alle necessità dei disabili.

Nella legge sui disabili, la Confederazione definisce norme minime.

I Cantoni, soprattutto nei settori dell'edilizia e della scuola, possonoemanare disposizioni più favorevoli ai disabili, come in parte hanno già fattoin passato.

Il Parlamento ha approvato la legge sui disabili quasi all'unanimità: vi fuinfatti un unico voto contrario.

Un referendum è poco probabile. Già da questo si può dedurre che con ilcontroprogetto indiretto siamo sulla buona strada.

In occasione della conferenza stampa del 25 febbraio 2003 del comitato disostegno dell'iniziativa sui disabili, diversi membri del comitato si sonoespressi anche in merito alla legge sui disabili.

Secondo il comitato "la cosiddetta legge sui disabili non è neanchedegna di portare questo nome"; la legge è stata addirittura definita come"tigre di carta senza denti".

Per quanto possa comprendere le esigenze alla base dell'iniziativa suidisabili e gli obiettivi prefissati, considero siffatte affermazioni esagerate einaccettabili.

Un progetto di legge che è stato approvato praticamente all'unanimità dalParlamento non è privo di denti.

Un progetto di legge che causerà alla sola Confederazione spesesupplementari dell'ammontare di 40 milioni di franchi annui, sortirà effetti.

Il limite di spese di 300 milioni di franchi deciso dal Parlamento per gliadeguamenti nel settore dei trasporti pubblici sortirà effetti.

Le spese supplementari nel settore edile possono raggiungere annualmentecentinaia di milioni di franchi.

Queste cifre dimostrano in modo impressionante che la legge produrrà effettinei settori in questione. Le affermazioni del comitato di sostegno rivelanosecondo me una spiccata tendenza a misconoscere la realtà. Trovo deplorevoleche un buon progetto di legge venga screditato in tal modo.

Va tuttavia riconosciuto che, per l'elaborazione della legge e in occasionedella consultazione, l'iniziativa ha fornito validi spunti.

Le richieste eccessive formulate nell'iniziativa apportano per l'insiemedella società più problemi che vantaggi.

Grazie alla legge sui disabili abbiamo fornito la prova di fatto checonsideriamo seriamente gli interessi dei disabili e che entriamo nel meritodelle loro legittime rivendicazioni.

Siamo sulla buona strada. La nuova legge porta i necessari miglioramenti,crea la certezza del diritto ed è prevedibile per quanto attiene all'attuazionee alle ripercussioni. Attendo quindi anche un'attuazione coerente.

Il Consiglio federale raccomanda alle aventi e agli aventi diritto di voto direspingere l'iniziativa popolare «Parità di diritti per i disabili».

Ultima modifica 27.02.2003

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