I casinò di montagna potranno chiudere i giochi da tavolo in bassa stagione

Berna. Dall’anno prossimo i casinò di montagna con problemi di redditività potranno chiudere il settore dei giochi da tavolo per l’intera bassa stagione. Con questa misura il Consiglio federale intende sostenere le case da gioco di Davos e San Moritz. Nella sua seduta del 2 dicembre 2016 ha deciso di mettere in vigore a partire dal 1° marzo 2017 una pertinente modifica dell’ordinanza sulle case da gioco.

Il diritto vigente impone ai casinò svizzeri di tenere aperto il settore dei giochi da tavolo almeno per metà dell’orario di apertura giornaliero. Per tener conto della situazione peculiare dei casinò di montagna, nel 2007 è stata introdotta una deroga a tale regola che consente a queste case da gioco di tener chiuso detto settore per un massimo di 60 giorni all’anno se, nonostante una gestione aziendale oculata, non raggiungono una redditività adeguata. La modifica dell’ordinanza sulle case da gioco prevede di portare questo periodo di chiusura a 270 giorni all’anno permettendo così ai casinò delle regioni di montagna di chiudere il settore dei giochi da tavolo per l’intera bassa stagione. In sede di consultazione, la modifica è stata accolta con favore dalla maggioranza degli interpellati.

Il nuovo disciplinamento intende migliorare la situazione economica delle case da gioco di Davos e San Moritz, titolari di una concessione B, le quali dalla loro apertura hanno quasi sempre registrato problemi di redditività. Per il Consiglio federale è importante che vi siano casinò nelle regioni di montagna in quanto aumentano l’attrattiva turistica, rafforzano l’economia delle regioni periferiche e sono fonte d’introiti per il Cantone che le ospita e per la Confederazione. Preservare queste case da gioco è dunque anche nell’interesse della collettività.

Ultima modifica 02.12.2016

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