Rapporto sul federalismo: Prosegue la stretta cooperazione tra Confederazione e Cantoni sulla politica europea

Comunicati, DFGP, 18.06.2007

Berna. Per la cooperazione della Svizzera con l’UE il federalismo costituisce una sfida, non un ostacolo. Per una politica che curi effettivamente gli interessi svizzeri nei rapporti con l’UE, la Confederazione e i Cantoni devono continuare la loro stretta ed efficiente cooperazione. In generale le strutture esistenti si mostrano idonee. Laddove saranno necessarie e opportune, le riforme dovranno essere compiute in maniera graduale. È questa la conclusione a cui giunge il Rapporto sul federalismo adottato dal Consiglio federale l’15 giugno.

Con il postulato Pfisterer (2001) il Consiglio federale era stato incaricato di accertare le ripercussioni dei diversi strumenti della politica europea (in particolare la via bilaterale e l’adesione all’UE) sulle strutture federalistiche della Svizzera. Si dovevano inoltre studiare i modi migliori per mantenere ed eventualmente riformare le procedure federalistiche dimostratesi più valide. In risposta al postulato il Consiglio federale ha approvato venerdì il “Rapporto concernente le ripercussioni di diversi strumenti della politica europea sul federalismo svizzero”.

Dalle indagini del Consiglio federale emerge che il federalismo svizzero è senz’altro una sfida ma non un ostacolo per la cooperazione tra la Svizzera e l’UE. L’ulteriore sviluppo delle relazioni tra la Svizzera e l’UE può rendere necessari alcuni adeguamenti delle strutture federalistiche. Gli eventuali cambiamenti non devono però essere compiuti in maniera affrettata. Procedendo in maniera graduale si potranno raccogliere altre esperienze di cooperazione bilaterale di cui tenere conto, insieme ai costanti sviluppi all’interno dell’UE, nella definizione di altre riforme.

Le strutture partecipative sancite dalla legge concernente la partecipazione dei Cantoni alla politica estera della Confederazione sembrano in linea di massima adeguate per tutti gli strumenti della politica europea. In alcuni ambiti si constata l’eventuale necessità di un adeguamento del federalismo. Per esempio, la ripartizione dei compiti deve essere oggetto di verifica costante. Per quanto concerne i diritti dei Cantoni di partecipazione e di espressione di pareri, si deve assicurare una posizione univoca del Paese a fronte di processi decisionali sempre più rapidi a livello comunitario. Per garantire la stretta ed efficiente cooperazione tra la Confederazione e i Cantoni il Rapporto propone alcune misure, come convenzioni quadro per disciplinare tale cooperazione, l’inserimento nell’Amministrazione federale di altri incaricati dell’informazione dei Cantoni e la garanzia della formazione e dell’aggiornamento di tutti i partecipanti al dibattito.

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