Ufficio federale di giustizia

Trattati bilaterali II: seconda tornata di negoziati relativi a Schengen/Dublino

Comunicati, UFG, 04.10.2002

Bruxelles / Berna. 04.10.2002. Oggi a Bruxelles ha avuto luogo la seconda tornata di negoziati tra le delegazioni dell'Unione europea e della Svizzera, per l'associazione del nostro Paese agli accordi di Schengen e di Dublino. Per la Svizzera sono state trattate questioni essenziali quali l'assistenza giudiziaria, la tutela della procedura di democrazia diretta e le previsioni relative agli sviluppi futuri di Schengen/Dublino. La prossima tornata di negoziati si svolgerà in novembre 2002.

La Svizzera desidera prender parte all'apparato normativo di Schengen e Dublino. Ciò rafforzerebbe la sicurezza interna e renderebbe più efficiente la lotta contro l'immigrazione clandestina.

La prima tornata di negoziati dell'11 luglio 2002 è servita a tracciare un primo quadro della situazione. Un incontro a livello di esperti avvenuto il 18 settembre 2002 ha permesso di chiarire diversi aspetti tecnici relativi all'insieme normativo di Schengen e Dublino. Nella tornata di negoziati odierna sono stati ulteriormente approfonditi i contenuti delle posizioni negoziali.

La delegazione UE è stata diretta da Matthias Brinkmann, capo della sezione incaricata delle relazioni con la Svizzera in seno alla direzione generale delle relazioni esterne della Commissione europea, mentre a capo di quella elvetica vi era Monique Jametti Greiner, vicedirettrice dell'Ufficio federale di giustizia. La delegazione dell'UE era composta da rappresentanti della Commissione, della presidenza danese e della segreteria generale del Consiglio dell'UE. Alla seconda tornata di negoziati erano presenti anche rappresentanti di Norvegia e Islanda, Paesi associati al sistema di Schengen/Dublino.

I colloqui hanno avuto luogo in un clima aperto e costruttivo. L'accordo di associazione tra l'UE e la Norvegia e l'Islanda ha funto da base per le discussioni. La delegazione elvetica ha esposto alcuni punti specifici, ponendo in particolare l'accento sull'assistenza giudiziaria e sulla questione relativa alle modalità e alle condizioni d'integrazione del futuro assetto normativo di Schengen/Dublino.

Assistenza giudiziaria: la Svizzera non ha intenzione di rinunciare alla doppia punibilità in materia penale e non ritiene che vi siano contraddizioni con l'insieme normativo di Schengen in vigore. Non è disposta a impegnarsi per una collaborazione che vada oltre quanto praticato dagli Stati membri.

Integrazione del futuro insieme normativo: la Svizzera aspira al diritto di poter partecipare il più possibile allo sviluppo ulteriore dell'insieme normativo di Schengen, diritto di cui beneficiano anche Norvegia e Islanda, due Stati associati a Schengen ma che non fanno parte dell'UE. Alla Svizzera deve essere inoltre consentito di valutare in modo più preciso l'evoluzione del futuro insieme normativo. Infine, nell'integrazione delle nuove norme occorrerà tutelare pienamente gli strumenti di democrazia diretta della legislazione svizzera (consultazione, dibattito parlamentare, referendum), mediante termini sufficientemente lunghi.

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