La Svizzera non ha violato la Convenzione contro la tortura

Decisione del Comitato dell'ONU in merito al caso Kanze

Comunicati, UFG, 10.06.2003

Berna / Ginevra, 10.06.2003. Estradando alla Spagna la presunta attivista dell'ETA Gabriele Kanze, la Svizzera non ha violato la Convenzione contro la tortura. È quanto ha deciso il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura.

L'estradizione della cittadina tedesca era stata autorizzata il 7 agosto 2002 dall'Ufficio federale di giustizia (UFG) e avallata il 21 ottobre 2002 dal Tribunale federale. L'estradizione era stata in un primo tempo rinviata poiché Gabriele Kanze, in un ricorso al Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, aveva sostenuto che la sua estradizione alla Spagna violasse la "Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti". A seguito di tale ricorso, il Comitato aveva inoltre chiesto alla Svizzera di adottare misure provvisorie (concessione dell'effetto sospensivo). La presunta attivista dell'ETA fu quindi estradata alla Spagna soltanto Il 10 gennaio 2003, dopo che il Comitato ebbe ritirato la sua domanda relativa all'adozione di misure provvisorie.

Nella sua decisione in merito al ricorso, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura conferma che, estradando Gabriele Kanze, la Svizzera non è venuta meno ai suoi obblighi internazionali. Il Comitato sottolinea inoltre che sia l'UFG sia il Tribunale federale hanno tenuto debitamente conto del rischio che la Kanze potesse essere sottoposta a tortura in caso di estradizione. Il Comitato condivide il parere secondo cui le garanzie legali esistenti (in particolare il fatto che la Spagna abbia accettato di sottoporsi a numerosi meccanismi di controllo in materia di diritti umani) permettono di escludere qualsiasi rischio di tortura. Il Comitato osserva inoltre che, in base alle informazioni in suo possesso, non è possibile affermare che la ricorrente sia stata sottoposta a torture o a trattamenti inumani dopo la sua estradizione.

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