La Svizzera restituisce 2 milioni di euro alla Germania

Presunti profitti da un sistema di truffa in materia d'imposta preventiva

Comunicati, UFG, 23.05.2003

Berna, 23.05.2003. La Svizzera ha restituito alla Germania circa 2 milioni di euro, che erano stati bloccati in seguito a una domanda tedesca di assistenza giudiziaria, perché li possa a sua volta restituire ai danneggiati. Si tratta di valori patrimoniali che costituiscono presunti profitti da un sistema di truffa in materia d'imposta preventiva.

In seguito a una decisione dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), durante una vasta azione condotta in Ticino il 28 giugno 2000 («Operation Lugano»), furono effettuate una dozzina di perquisizioni, sequestrati documenti bancari e bloccati vari conti. Il 13 novembre 2001 il Ministero pubblico del Cantone del Ticino consegnò al Ministero pubblico di Monaco 30 casse di atti relativi all'assistenza giudiziaria come mezzi di prova nella loro inchiesta penale contro un sistema di truffa in materia d'imposta preventiva. Grazie all'aiuto di diverse ditte della zona UE, tale sistema avrebbe permesso rimborsi ingiustificati dell'imposta preventiva per un ammontare di parecchi milioni.

Il 26 febbraio 2002 l'UFG consegnò alla Germania l'uomo d'affari ritenuto cofondatore e mente di tale sistema di truffa. Nell'aprile del 2003 l'uomo d'affari, nel frattempo confesso, liberò i suoi conti presso due banche luganesi allo scopo di riparare il danno. Dopo di che l'UFG levò il suo blocco dei conti e ordinò il trasferimento delle somme in Germania.

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