Ambito direzionale Diritto pubblico



Ricorsi al Consiglio federale

È possibile interporre ricorso presso il Consiglio federale per questioni relative alla sicurezza interna ed esterna e agli affari esteri. Nella misura in cui il Consiglio federale funga da autorità di vigilanza può trattare anche le denunzie (cfr art. 72-74 PA; RS 172.021). L'ambito direzionale conduce la procedura ricorsuale e sottopone una proposta di decisione al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) all'attenzione del Consiglio federale. Fanno eccezione i ricorsi contro il DFGP, trattati dal Dipartimento federale delle finanze (DFF).

Settori Progetti legislativi I e II

I settori Progetti legislativi I e II preparano i progetti legislativi di diritto pubblico ldi cui è responsabile il DFGP e che non rientrano nelle competenze di un altro ufficio o di un altro ambito direzionale dell’Ufficio federale di giustizia. Si tratta di progetti riguardanti l’organizzazione delle istituzioni statali, del federalismo e della democrazia, l’attuazione dei diritti fondamentali e in generale tutti i temi che non sono di competenza di un altro dipartimento o ambito direzionale. I progetti riguardano tutti i livelli normativi (Costituzione, leggi, ordinanze). Inoltre, i due settori contribuiscono a promuovere la metodologia e la valutazione legislativa in seno all’Amministrazione. Organizzano i corsi di legislazione e il forum per la legislazione ed elaborano gli strumenti di metodologia legislativa per l’Amministrazione (Guida legislativa).

Il settore Progetti legislativi I si occupa in particolare di progetti riguardanti la protezione dei dati personali, il pari trattamento (soprattutto la parità tra uomo e donna), l’intelligenza artificiale, la trasparenza dell’Amministrazione, la trasparenza del finanziamento dei partiti, il federalismo e le relazioni tra la Confederazione e i Cantoni come pure l’autonomia regionale. Redige inoltre i messaggi concernenti la garanzia alle costituzioni cantonali e legifera, entro i limiti della sfera di competenza della Confederazione, su temi connessi alla religione. È il punto di contatto della Confederazione per le questioni inerenti alla libertà di religione e assicura il coordinamento tra i servizi federali che operano in questo ambito.

Il settore Progetti legislativi II si occupa di progetti legislativi riguardanti i giochi in denaro, l’aiuto alle vittime e la legge sugli avvocati. In tali ambiti esercita anche compiti di alta vigilanza. È inoltre incaricato della legislazione sulle prestazioni di sicurezza private fornite all’estero e su temi riguardanti la procedura amministrativa, quali le sanzioni amministrative, e i giuristi d’impresa.

Anche altri temi possono essere attribuiti a uno dei due settori (p. es. riforma del governo, diritti politici, organizzazione giudiziaria, ecc.).

Settori della legislazione I e II

Questi settori svolgono essenzialmente lo stesso compito: «seguire» i progetti legislativi preparati da altri uffici o servizi. Tutte le norme che la Confederazione intende emanare (che si tratti di articoli costituzionali, di disposizioni legali o di ordinanze) vanno analizzate dal punto di vista giuridico. Occorre esaminare le questioni seguenti: l’atto legislativo riposa su una base legale sufficiente? È compatibile con i diritti fondamentali, con i principi costituzionali e con il diritto internazionale? In che modo s’integra nel contesto giuridico? È strutturato in maniera logica e risulta comprensibile? Non presenta contraddizioni interne o rispetto al diritto in vigore? Contiene disposizioni superflue?

Per quel che riguarda la tecnica legislativa e gli aspetti redazionali, i due settori lavorano in stretto contatto con la Cancelleria federale (sezione giuridica e servizi linguistici). In particolare, prendono parte alle commissioni di redazione interne all’Amministrazione federale.

Accanto all’"assistenza legislativa" vera e propria, i settori I e II della legislazione devono redigere pareri legali su questioni di diritto pubblico e di diritto amministrativo. Sottopongono a un esame giuridico generale gli affari che verranno presentati al Consiglio federale . In qualche modo fungono quindi da servizio giuridico centrale del Consiglio federale e dell’Amministrazione. In alcuni casi partecipano anche al trattamento dei progetti legislativi nelle commissioni parlamentari.

I due settori si distinguono semplicemente per la loro "clientela": il settore I si occupa essenzialmente di progetti del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), del Dipartimento federale dell’interno (DFI), del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), di alcuni settori del DFGP (spec. polizia, diritto in materia di stranieri, diritto d’asilo, pianificazione del territorio) e della Cancelleria federale (ad es. organizzazione del Governo e dell’Amministrazione). Il settore II cura principalmente gli affari del Dipartimento federale delle finanze (DFF), del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), di alcuni settori del DFGP (spec. regolamentazioni rilevanti dal punto di vista economico) e della Cancelleria federale (ad es. diritti politici).

Settore Protezione internazionale dei diritti dell’uomo

Il settore tratta questioni giuridiche inerenti al settore della protezione internazionale dei diritti dell’uomo, a livello internazionale nel quadro del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite, a livello nazionale nel quadro della trasposizione di strumenti internazionali in materia di diritti dell’uomo nella legislazione svizzera. Tra i suoi compiti rientrano in particolare l’elaborazione e la presentazione dei rapporti periodici della Svizzera sul Patto ONU II, il sostegno del servizio responsabile nel caso specifico nell’elaborazione e nella presentazione di rapporti su altre convenzioni in materia di diritti dell’uomo, la partecipazione a comitati peritali di organizzazioni internazionali - in particolare del Consiglio d’Europa – che si occupano dei diritti dell’uomo, la preparazione per il capodipartimento delle conferenze dei ministri della giustizia europei e il sostegno dei lavori del Centro svizzero di competenza per i diritti umani (CSDU).

Il responsabile del settore riveste nello stesso tempo la funzione di rappresentante del Governo svizzero (Agent du Governement suisse) dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU), al Comitato ONU per la prevenzione della tortura (Committee Against Torture, CAT), al Comitato ONU per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna (Committee on the Elimination of Discrimination against Women, CEDAW) e al Comitato ONU per l’eliminazione della discriminazione razziale (Committee on the Elimination of Racial Discrimination, CERD).

Settore Diritto europeo e coordinamento Schengen/Dublino

Il settore tratta questioni giuridiche inerenti all’integrazione europea. Esamina i disegni di legge e di ordinanza del Consiglio federale sotto il profilo della loro conciliabilità con gli Accordi bilaterali e, nel quadro della politica dell’eurocompatibilità, con gli atti legislativi determinanti dell’Unione europea. Il settore allestisce perizie giuridiche e partecipa all’elaborazione di leggi federali e alla redazione dei capitolidei messaggi del Consiglio federale vertenti sugli Accordi bilaterali e sul diritto europeo. Partecipa inoltre ai negoziati con l’Unione europea in seno alle delegazioni e ai gruppi di lavoro della Confederazione che accompagnano i negoziati. Lavora in stretta collaborazione con i servizi competenti dell’Amministrazione federale, le direzioni del DFAE responsabili per la politica e il diritto europei nonché con le amministrazioni cantonali.

Su mandato del DFGP, il settore adempie inoltre una funzione di coordinamento intra- e interdipartimentale nell’ambito Schengen/Dublino. Partecipa in particolare al trattamento di dossier e di questioni inerenti all’elaborazione, al recepimento e all’attuazione degli sviluppi dell’acquis di Schengen e Dublino/Eurodac, sostenendo i servizi competenti dell’Amministrazione federale. Infine, il settore redige, assieme ai servizi coinvolti della Confederazione, pareri che la Svizzera può presentare dinanzi alla Corte di giustizia europea (CGUE) nell’ambito di procedimenti per un parere pregiudiziale concernente l’interpretazione del diritto in materia di Schengen e Dublino.

Settore Misure coercitive a scopo assistenziale

La Svizzera sta rielaborando un fosco capitolo della propria storia sociale: le misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (CSACE). Il 1° aprile 2017 è entrata in vigore la pertinente legge federale (LMCCE), che costituisce la base legale per versare prestazioni finanziarie alle vittime: a riconoscimento del torto subito e in segno di solidarietà sociale si offre loro un contributo di solidarietà pari a 25 000 franchi. Chiunque si consideri vittima ai sensi della legge ha potuto farne richiesta da novembre 2016 a fine marzo 2018 presso il settore CSACE. Quest’ultimo ha esaminato con cura più di 9000 domande decidendo in merito al diritto a un contributo di solidarietà. Nell’esaminare le domande, il settore CSACE è stato affiancato da una commissione consultiva, di cui hanno fatto parte anche alcune vittime. Tutte le domande (ad eccezione di singoli casi in cui sono ancora in corso le ricerche degli atti o in cui sono stati presentati ricorsi o reclami) sono state evase entro la fine del 2019, ossia un anno prima di quanto previsto nella legge. Inoltre, il Parlamento sta attualmente valutando la possibilità di prolungare il termine per l’inoltro di ulteriori domane o di annullarlo del tutto.

Oltre a ciò, il settore CSACE assume funzioni di coordinamento e sostegno legate all’analisi scientifica delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari e sostiene in particolare progetti di autoaiuto a favore delle vittime e di altre persone oggetto delle suddette misure.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 13.01.2014

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