Identità elettronica (eID)

Legge federale sui servizi d’identificazione elettronica

Di che cosa si tratta?

Nella vita di tutti i giorni è possibile comprovare la propria identità utilizzando il passaporto o la carta d’identità. Su Internet, invece, risulta attualmente complesso fornire tale prova. Per tale motivo occorre dotare il mondo digitale di una prova elettronica dell’identità, la cosiddetta "eID". Tali dispositivi d’identificazione elettronica riconosciuti a livello statale sono imprescindibili per lo sviluppo del commercio elettronico e delle applicazioni di e-government. Il Consiglio federale intende dunque creare le condizioni quadro giuridiche e organizzative per il riconoscimento dei mezzi d’identificazione elettronica e dei loro fornitori.

Cos’è stato fatto finora?

  • Il 13 maggio 2015 l’Ufficio federale di polizia ha avviato una consultazione informale concernente il piano per sistemi di eID svizzeri riconosciuti a livello statale. La consultazione si è conclusa il 5 giugno 2015.
  • Il Consiglio federale punta sui sistemi sviluppati dal mercato per le identità elettroniche (eID) riconosciute a livello statale. Lo Stato dovrà concentrarsi sulla definizione del quadro giuridico e sulla messa a disposizione dei dati concernenti l’identità (comunicato per i media).
  • Il 22 febbraio 2017 il Consiglio federale pone in consultazione la legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (Legge eID) (comunicato per i media).
  • Il 15 novembre 2017 il Consiglio federale prende atto dei risultati della procedura die consultazione e incarica il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare un messaggio (comunicato per i media).
  • Il 1° giugno 2018 il Consiglio federale licenzia il messaggio relativo alla legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (Legge eID) (comunicato per i media).
     
  • Deliberazioni parlamentari (18.049)

Sei domande e sei risposte

No, l’eID non è un passaporto digitale, bensì una procedura che ad esempio consente agli utenti di richiedere in modo semplice e sicuro un estratto del casellario giudiziale o del registro delle esecuzioni oppure di effettuare il login presso un negozio online. A tal fine viene depositata un’identità elettronica (cognome, nome, data di nascita ed eventualmente altre caratteristiche) su cui tutti possono fare affidamento. Procedure di identificazione simili esistono da tempo, ma ora lo Stato stabilisce condizioni per evitare confusione e chiarire le regole sulla protezione dei dati. In tal modo si provvede a una soluzione riconosciuta dallo Stato e quindi affidabile, che permette agli utenti di muoversi in modo sicuro e comodo nel mondo digitale. Ma l’eID non sostituisce il passaporto o la carta d’identità. 

Con la nuova legge federale sui servizi d’identificazione elettronica lo Stato garantisce che tutto proceda in modo lecito e impedisce che qualcuno riceva un’eID sotto falsa identità. In tal modo le attività online sono svolte con la necessaria certezza giuridica e in modo vincolante. Stabilendo condizioni chiare, lo Stato assicura inoltre che i dati personali degli utenti siano protetti. Questi ultimi possono usare l’eID ogniqualvolta vengono offerti online prodotti o servizi, sia di privati che delle autorità.

Come in molti altri settori, anche nell’ambito dell’eID lo Stato e i privati si suddividono i compiti. Lo Stato stabilisce i requisiti legali, garantisce la correttezza dei dati e si assume il compito di sorvegliare i fornitori privati dell’eID. Le imprese private offrono invece le soluzioni concrete, ad esempio sul cellulare, su una chiavetta o una smartcard. Questo è importante poiché le possibilità tecnologiche e le esigenze degli utenti cambiano continuamente e quindi sono costantemente necessarie innovazioni. In questo ambito i privati sono semplicemente più veloci e flessibili della Confederazione, che è vincolata ai processi amministrativi e alle norme in materia di acquisti pubblici. Ad ogni modo, questa suddivisione dei compiti va a vantaggio degli utenti.  

Se una persona chiede un’eID, la Confederazione verifica che i dati da lei indicati siano corretti. Di norma si tratta del cognome, del nome e della data di nascita. Questi dati vengono trasmessi al fornitore dell’eID soltanto su espresso consenso del richiedente. Il fornitore non può trasmettere a terzi i dati o eventuali informazioni tratte da essi. Gli utenti di un’eID hanno accesso online ai loro dati e possono controllare l’uso che ne viene fatto. 

La protezione dei dati personali è di massima priorità. È disciplinata dalla legge federale sui servizi d’identificazione elettronica, che stabilisce requisiti severi in materia e anche in relazione alla sicurezza dei sistemi informatici. Per il riconoscimento e la vigilanza sarà creata una commissione federale indipendente (EIDCOM), nominata dal Consiglio federale.

Nessuno sarà costretto ad avere un’eID. L’uso è facoltativo e anche in futuro sarà possibile fare acquisti online senza eID. Chi a tal fine offre un accesso mediante un’identificazione a basso livello di sicurezza deve offrire anche una possibilità di accesso senza eID. Lo chiarisce la legge federale sui servizi d’identificazione elettronica. Concretamente questo significa che chi, offrendo prodotti o servizi su Internet, chiede agli acquirenti di comprovare la loro età deve assicurare che questi lo possano fare anche senza eID, ad esempio caricando o inviando una copia della carta d’identità.

Documentazione

Consultazione informale

Rilascio

Utilizzo

Sistema dimostrativo eID

Attenzione: Le animazioni descrivono casi fittizi; ogni riferimento a persone o ditte esistenti è puramente casuale.

Urs Paul Holenstein dell’Ufficio federale di giustizia resta a disposizione per rispondere a domande o fornire informazioni più approfondite.

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Rilascio

Rilascio di un‘eID

Appuntamento dal medico

Fissare un appuntamento dal medico con l’eID

Webshop

Ordinare whiskey con l’eID

Casellario giudiziale

Ordinare un estratto del casellario giudiziale con l’eID

Prese di posizione della procedura di consultazione

Risultati della procedura di consultazione

Rapporti tecnici sull’interoperabilità

(Questi documenti non sono disponibili in italiano)

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 01.06.2018

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