Ridurre il rischio di abusi in ambito fallimentare

Parole chiave: Esecuzioni e fallimenti

Comunicati, Il Consiglio federale, 26.06.2019

Il Consiglio federale intende impedire che i debitori possano abusare della procedura fallimentare per sottrarsi ai loro obblighi e fare in tal modo una concorrenza sleale ad altre imprese. Nella seduta del 26 giugno 2019 ha approvato il messaggio concernente la legge federale sulla lotta contro gli abusi in ambito fallimentare. La legge intende in particolare migliorare la possibilità di applicare il divieto penale di esercitare un’attività in seguito a un reato in materia di fallimento o esecuzione.

L’essenziale in breve:

  • Il Consiglio federale vuole rendere più difficile l’abuso del diritto fallimentare.
  • Diverse misure di diritto penale, del diritto delle obbligazioni e del diritto dell’esecuzione e del fallimento mirano a ridurre il rischio di abusi in ambito fallimentare.
  • In particolare s’intende migliorare l’applicazione del divieto di esercitare un’attività in seguito a un reato in materia di fallimento o esecuzione.

Le misure di diritto penale sono il fulcro del progetto. Concretamente si vuole migliorare la possibilità di applicare il divieto penale di esercitare un’attività (art. 67 cpv. 1 CP). Già oggi, il giudice può ordinare un divieto di esercitare un’attività a una persona che commette un reato in materia di fallimento o esecuzione e vietarle di svolgere una funzione in un’impresa. Il disegno di legge intende ora stabilire un nesso tra diritto penale e diritto del registro di commercio. È infatti previsto che il divieto di esercitare un’attività iscritto nel casellario giudiziale sia in futuro comunicato anche agli uffici del registro di commercio, affinché questi possano provvedere a cancellare dal registro le persone interessate.

Inoltre, s’intende ridurre il rischio di abusi in ambito fallimentare con misure preventive nel diritto delle obbligazioni e nel diritto dell’esecuzione e del fallimento. Secondo il disegno di legge il pubblico avrà la possibilità di svolgere ricerche di persone nel registro di commercio e dovranno risultare chiaramente le funzioni che la persona ricercata svolge in una data impresa. Ne risulta una maggiore trasparenza e un accesso più agevole alle informazioni. Inoltre, la giurisprudenza del Tribunale federale sul divieto del trasferimento del mantello giuridico viene codificata nella legge e viene soppressa la possibilità di rinunciare con effetto retroattivo alla revisione obbligatoria.

I creditori di diritto pubblico (p. es. le amministrazioni delle contribuzioni o la SUVA) potranno scegliere se proseguire un’esecuzione per via di pignoramento o di fallimento. Ne risulterà un aumento delle dichiarazioni di fallimento delle società con un’eccedenza di debiti e i danni subiti dai creditori di diritto pubblico potranno essere contenuti.

Miglioramento dell’applicazione del diritto

Il diritto fallimentare e il diritto penale prevedono già oggi diversi mezzi per punire gli abusi in ambito fallimentare. Tuttavia anche in casi di abusi manifesti si rinuncia spesso a un’applicazione coerente del diritto perché vi sono troppi ostacoli fattuali e giuridici per i creditori. Le singole misure proposte dal Consiglio federale intendono in particolare eliminare o almeno ridurre tali ostacoli.

Inoltre, tali misure completano quelle che il Consiglio federale ha già proposto negli ultimi anni nell’ambito della revisione del diritto della società anonima o della modernizzazione del diritto del registro di commercio e dalle quali ci si attende un effetto importante nella lotta contro gli abusi in ambito fallimentare. Nel complesso, viene migliorata ulteriormente la situazione sul fronte degli abusi in ambito fallimentare e dei danni subiti dai creditori.

Il progetto del Consiglio federale trae origine dalla mozione Hess (11.3925), trasmessa nel 2012, che invitava l’Esecutivo ad adottare una base giuridica contro i casi di abuso in ambito fallimentare.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 26.06.2019

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