Proposte per colmare alcune lacune di sicurezza

Comunicati, UFG, 20.11.2018

Alla luce dell'analisi dell’esecuzione delle pene e delle misure concernenti criminali pericolosi, un gruppo di lavoro dell'Ufficio federale di giustizia (UFG) e dei Cantoni ha proposto diverse misure legislative. Tra queste spicca l’adozione di una misura di sorveglianza che permetterebbe di evitare i casi isolati in cui, al termine della sanzione, persone ancora pericolose vengono messe in libertà senza preparazione, inquadramento e condizioni.

Il Parlamento ha adottato la mozione 16.3002 "Unificare l'esecuzione delle pene dei criminali pericolosi", affidando così al Consiglio federale il compito di definire criteri uniformi e standard minimi nel settore dell'esecuzione delle pene e delle misure in caso di rei pericolosi. Per attuare la mozione, l'UFG ha collaborato con alcuni rappresentanti dei Cantoni all’analisi della prassi in materia di esecuzione delle sanzioni penali e in un rapporto ha proposto diverse misure legislative. Il rapporto è stato presentato lunedì mattina a Friburgo, in occasione del primo forum del Centro svizzero di competenze in materia d’esecuzione di sanzioni penali (CSCSP).

Il gruppo di lavoro ritiene che adeguare singoli punti del diritto penale permetterebbe di colmare alcune lacune di sicurezza legate ai criminali pericolosi. Infatti, se il tribunale respinge una domanda, presentata da un'autorità di esecuzione, di pronuncia a posteriori di una sanzione, di proroga di una misura o di modifica della sanzione, è possibile che in casi isolati, al termine della sanzione, alcuni criminali ancora pericolosi vengano messi in libertà senza preparazione, inquadramento e condizioni. Per questo motivo dovrebbe essere presa in considerazione l’adozione di una misura di sorveglianza a metà strada tra una misura di sicurezza e una terapeutica. Questa misura andrebbe applicata unicamente ai criminali pericolosi con un elevato rischio di recidiva.

L'UFG ha già avviato i necessari lavori legislativi insieme ai Cantoni e, non prima del secondo semestre 2019, il Consiglio federale manderà in consultazione un avamprogetto corredato di rapporto esplicativo.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 20.11.2018

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