Semplificare il riconoscimento dei fallimenti stranieri

Comunicati, Il Consiglio federale, 24.05.2017

Il Consiglio federale vuole ammodernare il diritto internazionale del fallimento. Intende semplificare la procedura di riconoscimento dei fallimenti e dei concordati stranieri. Il 26 aprile 2017 ha preso atto dei risultati della consultazione e approvato il messaggio destinato al Parlamento.

Il diritto internazionale del fallimento disciplina il riconoscimento in Svizzera dei fallimenti e dei concordati stranieri. Il diritto vigente permette di riconoscere soltanto procedure aperte nello Stato della sede o del domicilio del debitore. Inoltre, tale Stato deve garantire la reciprocità. Dopo ogni riconoscimento viene automaticamente eseguita una procedura ancillare interna, nel cui ambito il patrimonio situato in Svizzera è realizzato separatamente a beneficio dei creditori con uno speciale collegamento con la Svizzera. Soltanto un'eventuale eccedenza è trasmessa all'estero.

L'attuale procedura è lunga e costosa

Le numerose condizioni per il riconoscimento, in particolare la prova della reciprocità, ritardano o rendono parzialmente impossibile il riconoscimento dei decreti stranieri di fallimento, ledendo gli interessi dei creditori indigeni e stranieri: senza riconoscimento del fallimento l'esecuzione individuale rimane possibile, per cui i singoli creditori possono rivalersi sul patrimonio del debitore a scapito di tutti gli altri. L'esecuzione di una procedura ancillare di fallimento è obbligatoria anche se non vi sono creditori indigeni meritevoli di protezione; in questi casi tale procedura non ha scopo. Infine, la mancanza di coordinamento con le procedure indigene e straniere pendenti causa inefficienza e doppioni. I risanamenti transfrontalieri di imprese possono fallire a causa di questi ostacoli giuridici, con conseguenze negative per i lavoratori e i creditori in Svizzera e all'estero.

La procedura di riconoscimento è semplificata

Esigere la prova della reciprocità come condizione per il riconoscimento di una procedura di fallimento straniera è inefficiente e rincara le procedure. Tale condizione va quindi eliminata. Anche la procedura ancillare obbligatoria di fallimento provoca a volte costi sproporzionati. Essa è volta a proteggere i creditori pignoratizi e i creditori privilegiati residenti in Svizzera. Se non vi sono creditori di questo tipo non ha senso. Quindi, il disegno prevede che la procedura ancillare sarà eseguita soltanto se in Svizzera vi sono creditori che necessitano di protezione.

Rispetto al diritto vigente, la posizione dei creditori indigeni della succursale viene inoltre migliorata. Secondo il disegno, in futuro questi creditori potranno presentare i loro crediti nella procedura ancillare di fallimento senza dover chiedere l'apertura di una procedura parallela di fallimento nel foro della succursale. Ciò permetterà di evitare costi e procedure parallele inefficienti.

La revisione proposta tiene conto della crescente interconnessione internazionale dell'economia e migliora il coordinamento tra le procedure pendenti in Svizzera e all'estero. Le grandi linee delle modifiche proposte sono già state inserite nel 2011 nel diritto dell'insolvenza bancaria e hanno dato buoni risultati.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 24.05.2017

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