Contributi di solidarietà per vittime di misure coercitive a scopo assistenziale: scatta il secondo tempo per l’inoltro della domanda

Comunicati, UFG, 02.10.2017

Entro il 1° ottobre 2017 all’Ufficio federale di giustizia sono pervenute 3352 domande per un contributo di solidarietà a favore di vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e di collocamenti extrafamiliari prima del 1981. Affinché tutte le vittime possano far valere e ottenere tale contributo, la Confederazione e i promotori dell’iniziativa per la riparazione hanno lanciato una vasta campagna d’informazione e di sensibilizzazione.

Foto di un bambino nel flyer "Vittime di misure coercitive a scopo assistenziale"
Flyer "Vittime di misure coercitive a scopo assistenziale"

Il 6 luglio 2017 il delegato per le vittime Luzius Mader, il consigliere di Stato Peter Gomm, presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali, e Guido Fluri, promotore principale dell’iniziativa per la riparazione, hanno tracciato un primo bilancio intermedio in merito alle domande per un contributo di solidarietà. Constatando che il numero delle domande pervenute era di 2536, ossia lievemente inferiore alle attese, hanno invitato le vittime a far valere i propri diritti.

In seguito a tale appello si sono moltiplicati i contatti registrati dai consultori cantonali, che aiutano le vittime ad allestire le domande. Di conseguenza è aumentato sensibilmente anche il numero di domande inoltrate all’Ufficio federale di giustizia. Entro il 1° ottobre, a distanza quindi di sei mesi dall’entrata in vigore della legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981, sono state presentate 3352 domande per un contributo di solidarietà.

Il termine d’inoltro previsto dalla legge è il 31 marzo 2018. A chi si considera vittima di una misura coercitiva a scopo assistenziale o di un collocamento extrafamiliare prima del 1981 e intende far valere il proprio diritto a un contributo di solidarietà restano quindi altri sei mesi per fare domanda.

Campagna d’informazione e di sensibilizzazione

Sono molteplici e spesso comprensibili i motivi per i quali molte vittime sono ancora restie a inoltrare una domanda. Taluni di questi motivi sono tuttavia riconducibili a malintesi, che si possono risolvere informando opportunamente gli interessati. Inoltre sono ancora molte le vittime che non sanno di aver diritto a un contributo di solidarietà. Ecco perché la Confederazione, affiancata dai promotori dell’iniziativa per la riparazione, ha lanciato una vasta campagna d’informazione e di sensibilizzazione: in settembre è stato distribuito un opuscolo nelle case per anziani e di cura, le cliniche, gli studi medici e altre istituzioni e organizzazioni in tutta la Svizzera per informare le vittime e invitarle a fare domanda.

Aiuto per l’inoltro della domanda

Per l’allestimento della domanda le vittime possono rivolgersi gratuitamente ai consultori cantonali e agli archivi di Stato: i consultori le aiuteranno a compilare la domanda e provvederanno a sollecitare la ricerca di atti negli archivi. Le informazioni salienti sul contributo di solidarietà e la procedura di domanda figurano all’indirizzo seguente:

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 02.10.2017

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