Rapporto sulla relazione tra diritto internazionale e diritto interno

Comunicati, Il Consiglio federale, 12.06.2015

Berna. Una gerarchizzazione dei trattati internazionali fondata sulla loro legittimazione democratica si ripercuoterebbe negativamente sulla credibilità della Svizzera quale parte contraente affidabile. Come afferma nel rapporto adottato venerdì, il Consiglio federale non intende pertanto dare seguito a questa idea.

Gli atti normativi del diritto interno sono gerarchizzati secondo la loro importanza e quindi secondo il tipo di legittimazione democratica. Allorquando vi è contraddizione tra due disposizioni legali, la norma di rango superiore (per esempio una disposizione di legge) prevale su quella di rango inferiore (per esempio una disposizione di ordinanza). Il postulato 13.3805 del gruppo liberale radicale, che il Consiglio federale adempie con il presente rapporto, chiede di valutare l’introduzione di una gerarchizzazione dei trattati internazionali analoga a quella delle norme interne. In caso di conflitto tra una norma del diritto interno e una norma del diritto internazionale prevarrebbe quella con la maggiore legittimazione democratica.

Il Consiglio federale è tuttavia del parere che, all’atto pratico, la speranza di una soluzione più semplice dei conflitti tra norme connessa a tale proposta si rivelerebbe difficilmente attuabile. La Svizzera è tenuta a rispettare gli impegni internazionali assunti, in linea di massima a prescindere da una regola che stabilisce la priorità del diritto interno. La regola della priorità non risolverebbe pertanto i conflitti, bensì li trasferirebbe al livello del diritto internazionale. Ne conseguirebbero ripercussioni negative per la credibilità della Svizzera come parte contraente affidabile. Il Consiglio federale ritiene pertanto che non si debba dare seguito all’idea di introdurre una gerarchizzazione dei trattati internazionali in base alla loro legittimazione democratica.

Il postulato del gruppo liberale radicale chiede anche di esprimersi in merito all’introduzione del referendum obbligatorio per i trattati internazionali a carattere costituzionale. Già oggi nel diritto costituzionale non scritto è riconosciuto che, vista la loro importanza, determinati trattati internazionali hanno carattere costituzionale e sottostanno pertanto al referendum obbligatorio. Al momento il Consiglio federale non reputa necessario intervenire neppure in questo settore.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 12.06.2015

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