José Maria Marin acconsente alla sua estradizione negli Stati Uniti

Berna. Martedì, José Maria Marin, ex presidente della federazione brasiliana di calcio (CBF), ha acconsentito al suo trasferimento negli Stati Uniti. Pertanto l’Ufficio federale di giustizia (UFG) ha potuto autorizzare senza indugio la sua estradizione con procedura semplificata. Sulla data del trasferimento si mantiene come sempre il massimo riserbo per ragioni di sicurezza e di protezione della personalità.

L’ex funzionario della FIFA era stato arrestato a Zurigo e incarcerato in vista di estradizione il 27 maggio 2015 insieme ad altri sei funzionari in esecuzione di una rogatoria statunitense. La domanda formale di estradizione trasmessa all’UFG il 1° luglio 2015 si fonda su un mandato di arresto emesso il 20 maggio 2015 dal procuratore del distretto orientale di New York. Marin è sospettato di aver accettato, e spartito con altri funzionari del calcio, tangenti milionarie da società di marketing sportivo per la vendita di diritti di commercializzazione della Copa America 2015, 2016, 2019 e 2023 nonché della Copa do Brasil dal 2013 al 2022. Questa pratica illecita avrebbe danneggiato due federazioni continentali e la federazione nazionale del Brasile.

Seconda procedura semplificata

Finora Marin si era opposto all’estradizione negli Stati Uniti, ma martedì, durante un’audizione, vi ha acconsentito. Di conseguenze l’UFG ha potuto autorizzare il suo trasferimento con procedura semplificata. Secondo la legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale, l’ex funzionario della FIFA deve essere preso in consegna da una scorta di polizia statunitense e trasferito negli Stati Uniti entro dieci giorni.

Prima di Marin anche Jeffrey Webb, ex vicepresidente della FIFA, aveva acconsentito all’estradizione negli Stati Uniti e ha potuto essere consegnato alle autorità statunitensi già il 15 luglio 2015.

Ricorsi contro le decisioni di estradizione dell’UFG

Gli altri cinque ex funzionari della FIFA, che continuano invece ad opporsi all’estradizione negli Stati Uniti, hanno tutti detto di voler interporre ricorso presso il Tribunale penale federale contro le decisioni di estradizione pronunciate nelle ultime cinque settimane dall’UFG. I ricorsi di Eugenio Figueredo e di Rafael Esquivel sono già stati presentati al Tribunale penale federale.

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Ultima modifica 28.10.2015

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