Il Consiglio federale vaglia l’introduzione di una banca dati centrale degli indirizzi per la pubblica amministrazione

Parole chiave: Protezione dei dati

Comunicati, Il Consiglio federale, 12.11.2014

Berna. Il Consiglio federale non intende istituire alcuna base legale per uno scambio automatico di indirizzi tra la Posta e gli uffici controllo abitanti. Come indica in un rapporto pubblicato mercoledì, vaglierà tuttavia l’introduzione di una banca dati centrale degli indirizzi per la pubblica amministrazione.

Il rapporto stilato in adempimento del postulato 12.3661 della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale («Scambio di indirizzi tra i registri degli abitanti, la Posta e altri detentori di dati») giunge alla conclusione che uno scambio automatico di indirizzi con la Posta sarebbe problematico dal punto di vista della protezione dei dati. È vero che la Posta potrebbe approfittare di uno scambio di indirizzi. Sarebbe infatti l’unica istituzione a possedere una banca dati aggiornata con tutti gli indirizzi svizzeri, il che le permetterebbe di fornire servizi ancora più efficienti. Lo scambio di indirizzi presuppone tuttavia l’utilizzo del numero AVS quale identificativo univoco. Vi sarebbe pertanto il rischio che vengano trasmessi anche i numeri AVS e ne conseguirebbe un maggior pericolo di abusi.

Inoltre, un tale scambio di indirizzi non sarebbe di grande utilità per gli uffici controllo abitanti, che dispongono già di dati esaustivi. Il Consiglio federale è pertanto giunto alla conclusione che non è opportuno istituire basi legali per uno scambio automatico degli indirizzi.

Banca dati centrale degli indirizzi per la pubblica amministrazione

Il rapporto constata tuttavia che una banca dati centrale degli indirizzi sarebbe di grande utilità per le pubbliche amministrazioni di Confederazione, Cantoni e Comuni. Per poter svolgere in maniera efficiente i loro compiti esse devono infatti poter identificare chiaramente l’interessato e conoscere il suo luogo di domicilio. Tali dati sono già in gran parte disponibili sul piano comunale e cantonale, ma non su quello intercantonale e federale. Tale lacuna crea difficoltà per molte procedure amministrative, ad esempio per il rilevamento della tassa d’esenzione dal servizio militare o dei premi della cassa malati o per lo svolgimento di procedure d’esecuzione se il debitore trasloca in un altro Cantone. L’istituzione su scala nazionale di una banca dati affidabile degli indirizzi permetterebbe di evitare tali difficoltà e agevolare considerevolmente le procedure amministrative.

Ipotizzabili varie soluzioni

Una banca dati centrale degli indirizzi potrebbe essere realizzata nell’ambito di strutture statali. Secondo il rapporto sono ipotizzabili varie soluzioni. Potrebbe ad esempio basarsi su piattaforme cantonali esistenti come la piattaforma dei sistemi dei registri cantonali GERES. Sarebbero tuttavia possibili anche soluzioni fondate su piattaforme della Confederazione quali la banca dati demografica o su un ampliamento della banca dati di riferimento UPI dell’Ufficio centrale di compensazione. Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di esaminare a fondo le possibili soluzioni, chiarendo in particolare la fattibilità, la questione della protezione dei dati, i costi e le ripercussioni.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 12.11.2014

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