Tavola rotonda: presentate proposte comuni

Comunicati, UFG, 01.07.2014

Berna. Oggi a Berna la tavola rotonda per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale ha adottato un rapporto che propone numerose misure all’attenzione delle autorità politiche. Propone in particolare di versare prestazioni finanziarie alle vittime, ma anche di offrir loro consulenza e assistenza, di garantire la tutela dei documenti e la consultazione degli atti e di rielaborare scientificamente questo fosco capitolo della storia sociale svizzera. Per la tavola rotonda è evidente che lo Stato e la società sono in debito con le vittime.

La tavola rotonda, istituita nel giugno 2013 dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga, era incaricata di preparare e avviare una rielaborazione esaustiva delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari prima del 1981. Vi sedevano, a titolo paritetico, vittime e rappresentanti di organizzazioni delle vittime, come pure di autorità, istituzioni od organizzazioni implicate. Grazie all’emergere di una comune consapevolezza e alla disponibilità a cooperare in maniera costruttiva, la maggior parte delle misure proposte ha il sostegno di tutti i partecipanti.

La consigliera federale Sommaruga ringrazia tutti i partecipanti

È la prima volta che le vittime, le autorità e altre parti coinvolte non si sono limitate a parlare gli uni degli altri, ma gli uni con gli altri – il che ha richiesto grandi sforzi da parte di tutte le parti coinvolte e merita il massimo rispetto, poiché quello che la tavola rotonda ha raggiunto entro breve tempo va oltre le aspettative più ottimiste. Con queste parole la consigliera federale Sommaruga, intervenuta alla tavola rotonda, ha ringraziato tutti partecipanti del loro impegno. Ha poi affermato di voler continuare ad adoperarsi affinché l’elaborazione di quanto accaduto continui con lo stesso slancio. Comincerà con l’esaminare attentamente il rapporto della tavola rotonda proponendo successivamente al Consiglio federale una linea d’azione.

In poco tempo la tavola rotonda è riuscita ad adottare, avviare o sostenere varie misure importanti, quali in particolare l’istituzione di consultori nei Cantoni, l’emanazione di raccomandazioni per la tutela dei documenti e la consultazione degli atti, come pure la creazione di un fondo d’aiuto immediato gestito dalla Catena della Solidarietà. Le donazioni ricevute sono numerose e i primi versamenti sono attesi al più tardi per inizio settembre. È inoltre stato importante coinvolgere maggiormente le vittime creando un apposito forum appoggiato da un coach.

Riconoscimento del torto inflitto – un primo passo

Il riconoscimento pubblico del torto inflitto e le scuse ufficiali sono un primo passo indispensabile. Costituiscono la base e la premessa per le misure proposte dalla tavola rotonda nel suo rapporto finale. Rivestono grande importanza la consulenza e l’assistenza attenta e generosa a favore delle vittime nei consultori cantonali. Infatti le vittime hanno spesso vissuto restrizioni, emarginazione, incomprensione e disprezzo per mano di esponenti statali. Conoscere meglio la propria infanzia e giovinezza per meglio comprendere la propria storia è fondamentale per la maggior parte delle vittime. Poiché molti atti sono andati distrutti, la tavola rotonda pone l’accento anche sulla tutela dei documenti, la consultazione degli atti e la possibilità di apporre note di contestazione se gli atti contengono dati soggettivi o addirittura erronei.

Doverose le prestazioni finanziarie

Molte vittime hanno subito gravi pregiudizi finanziari che hanno segnato tutta la loro vita (formazione carente, attività lavorativa malpagata, rendite AVS ridotte, previdenza professionale mancante o modesta, ecc.). Ecco perché la tavola rotonda ritiene doveroso versare prestazioni finanziarie alle vittime. Allo scopo propone di abbinare un contributo di solidarietà unico a versamenti mensili corrisposti insieme alla rendita AVS.

La legge federale per la riabilitazione delle persone internate sulla base di una decisione amministrativa prevede di affidare la rielaborazione scientifica a una commissione peritale indipendente, che focalizzerà la propria attività sugli internamenti amministrativi. Per la tavola rotonda è tuttavia indispensabile tracciare anche un quadro generale che tenga conto di tutte le tipologie di vittime. S’intende affidare tale compito al Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica affinché svolga un programma nazionale di ricerca in materia.

Attuazione celere

L’attuazione di alcune misure proposte, in particolare le prestazioni finanziarie, richiede nuove basi legali. Altre, come l’avvio di un programma nazionale di ricerca o la sensibilizzazione del pubblico, richiedono meno tempo, purché i governi e le autorità competenti della Confederazione e dei Cantoni siano d’accordo. Per la tavola rotonda è essenziale che le autorità valutino senza indugio le misure proposte e adottino le decisioni necessarie per metterle in atto. Laddove occorre modificare la legge, va disposta quanto prima la stesura di un progetto da porre in consultazione. La tavola rotonda è disposta ad accompagnare la concretizzazione delle misure proposte, ragion per cui il rapporto finale suggerisce di mantenerla, come pure il forum per le vittime.

 

Contatto / informazioni

Delegato per le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e vicedirettore dell’Ufficio federale di giustizia, T +41 79 671 05 91 (a partire dalle 16.30), Contatto

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 01.07.2014

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