Promozione della collaborazione e tutela della sovranità: approvazione di massima

Parole chiave: Cooperazione | Autorità

Comunicati, Il Consiglio federale, 13.12.2013

Berna. Le proposte tese a promuovere la collaborazione internazionale tra le autorità e tutelare la sovranità della Svizzera da ingerenze derivanti da procedimenti amministrativi, penali e civili stranieri hanno trovato l’approvazione di massima dei partecipanti alla consultazione. Sono tuttavia state espresse determinate riserve in merito a singoli aspetti. Venerdì il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare, entro la primavera del 2014, un messaggio tenendo conto dei risultati della consultazione.

L’avamprogetto di legge sulla collaborazione e la tutela della sovranità (LCTS) disciplina la collaborazione con autorità estere negli ambiti in cui mancano disposizioni di legge o di trattati internazionali. La consultazione ha evidenziato che non è chiaro quando prevalgono le disposizioni speciali di legge o di trattati internazionali e quando va applicata la normativa prevista dalla nuova legge. Alcuni partecipanti ritengono che il campo d’applicazione delle nuove disposizioni sia così limitato da non giustificare l’emanazione di un’apposita legge. Vista l’importanza crescente della cooperazione internazionale, il Consiglio federale ritiene tuttavia che un’armonizzazione del disciplinamento della collaborazione con le autorità straniere sia sensata. È pertanto tuttora convinto che sia necessario creare una nuova legge, ma nel messaggio intende eliminare le attuali incertezze.

Disposizioni e misure controverse

L’avamprogetto stabilisce le condizioni per l’autorizzazione di atti ufficiali da parte di autorità straniere sul territorio svizzero. Elenca sia gli atti per i quali è necessaria un’autorizzazione in virtù di una legge, di un trattato internazionale, di un’ordinanza del Consiglio federale o di una decisione, sia quelli per i quali non è necessaria una simile autorizzazione. L’elenco degli atti non soggetti ad autorizzazione sarà riesaminato durante l’elaborazione del messaggio.

Inoltre, l’avamprogetto propone misure che il Consiglio federale può adottare per tutelare la sovranità della Svizzera da ingerenze di ordinamenti giuridici stranieri. In sede di consultazione tali misure hanno raccolto pareri molto controversi. Mentre alcuni partecipanti le approvano esplicitamente, altri le ritengono piuttosto controproducenti. Il Consiglio federale intende confermare le misure, procedendo tuttavia anche in questo caso a un riesame.

Criticata l’assenza della tutela del segreto professionale dei giuristi d’impresa

In particolare i partiti borghesi e le associazioni mantello dell’economia hanno inoltre criticato l’assenza nell’avamprogetto di un’effettiva tutela del segreto professionale dei giuristi d’impresa, ritenendo che l’alternativa proposta nell’avamprogetto sia insufficiente. Il Consiglio federale è tuttavia del parere che, visto il suo carattere generale, l’attuale progetto non possa offrire una soluzione specifica per la tutela del segreto professionale dei giuristi d’impresa. Intende pertanto chiarire la questione nell’ambito della revisione della legge federale sulla libera circolazione degli avvocati e ha incaricato il DFGP di esaminare pertinenti soluzioni.

Tutela giuridica insufficiente per determinati gruppi di persone

Un’ulteriore critica riguarda la tutela giuridica di determinati gruppi di persone, ad esempio gli impiegati di banca, in relazione alla trasmissione di dati. Alcuni partecipanti alla consultazione ritengono che l’avamprogetto tenga insufficientemente conto di tale aspetto. Secondo loro, in questo punto l’avamprogetto è troppo ampio sotto il profilo dei diritti fondamentali e costituisce un’ingerenza troppo forte nei diritti del singolo. Per garantire al meglio la collaborazione internazionale e tenere nel contempo adeguatamente conto degli interessi specifici di determinati gruppi di persone, il Consiglio federale preferisce tuttavia disciplinare la tutela giuridica nelle leggi speciali.

Nessuna obiezione alla ratifica di due Convenzioni del Consiglio d’Europa

È stata oggetto di consultazione anche l’approvazione di due convenzioni del Consiglio d’Europa. In merito non è stata espressa alcuna riserva. L’obiettivo di queste convenzioni è di migliorare gli strumenti esistenti della cooperazione in materia amministrativa.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 13.12.2013

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