Responsabilità condivisa dei genitori: rafforzare il diritto dei figli al mantenimento

Comunicati, Il Consiglio federale, 04.07.2012

Berna. Il diritto dei figli al mantenimento va rafforzato, e ciò indipendentemente dallo stato civile dei genitori. Dopo l’autorità parentale, il Consiglio federale intende ora modernizzare anche il diritto in materia di mantenimento. In data odierna ha posto in consultazione una serie di modifiche legislative tese a migliorare la situazione dei figli, sgravare il genitore che li accudisce e permettere una distribuzione equa su entrambi i genitori. La consultazione si concluderà il 7 novembre 2012.

Il progetto fa parte della nuova normativa sulla responsabilità dei genitori. Come nel caso del messaggio sull’autorità parentale, il Consiglio federale intende imperniare il progetto sul bene dei figli. Per uno sviluppo armonioso, oltre a un buon rapporto con entrambi i genitori, i figli hanno bisogno anche di un accudimento stabile e affidabile e di sicurezza economica. Le nuove disposizioni proposte in materia di mantenimento intendono garantire innanzitutto tali esigenze. Una tavola rotonda svoltasi il 30 aprile 2012, cui hanno partecipato circa 40 rappresentanti di associazioni delle madri, dei padri e di altre organizzazioni interessate, ha chiaramente confermato la necessità di modificare il diritto vigente.

Migliorare la situazione dei figli

Il Consiglio federale propone che il contributo al mantenimento dei figli comprenda in futuro anche i costi che sorgono per il genitore che li accudisce. Sinora ciò non era possibile per i figli di genitori non sposati. Questa discriminazione va pertanto eliminata. Con la modifica proposta i figli stessi avranno diritto a un contributo di mantenimento che comprende anche i costi del loro accudimento da parte di uno dei genitori, indipendentemente dallo stato civile di questi ultimi. Inoltre il diritto al mantenimento dei figli dovrà prevalere su tutti gli altri diritti al mantenimento, ad esempio quello del coniuge o di persone maggiorenni.

Il Consiglio federale intende inoltre rafforzare la posizione dei figli nei cosiddetti casi di carenza, ossia quando dopo una separazione i mezzi non sono sufficienti per due economie domestiche. In questi casi i figli usufruiscono di un nuovo diritto qualora la situazione economica del genitore che ha l’obbligo di versare i contributi di mantenimento dovesse migliorare notevolmente. In tal caso quest’ultimo deve pagare la differenza tra i contributi effettivamente versati negli ultimi cinque anni e quanto spettava di diritto ai figli. Il contributo che spetta di diritto ai figli dovrà pertanto essere obbligatoriamente stabilito nella decisione sul mantenimento. Il diritto ai contributi passa agli enti pubblici se questi hanno elargito ai figli prestazioni di aiuto sociale.

È d’altronde importante che i figli possano far valere in modo più efficace i loro diritti nei confronti del genitore che non versa il contributo di mantenimento fissato. Attualmente i Cantoni aiutano i figli e le persone che le accudiscono nell’incasso dei contributi, tuttavia la loro prassi non è uniforme. Il Consiglio federale intende quindi uniformare l’aiuto all’incasso. L’avamprogetto propone pertanto di conferire al Consiglio federare la competenza a emanare una pertinente ordinanza. L’ordinanza dovrà prevedere un elenco di prestazioni obbligatorie per i servizi d’incasso.

Compensazione tra i genitori

Nei casi di carenza già oggi interviene l’aiuto sociale, che è di competenza dei Cantoni. Spetta al genitore che accudisce i figli ricorrere alle prestazioni dell’aiuto sociale. Se del caso, devono aiutarlo i parenti. Inoltre deve rimborsare i contributi dell’aiuto sociale se la sua situazione economica migliora. Secondo la prassi vigente dei Cantoni, il genitore tenuto a versare il contributo di mantenimento non ha diritto a prestazioni dell’aiuto sociale per adempiere il suo obbligo di mantenimento.

Il Consiglio federale propone ora una normativa che in caso di carenza riduce l’onere a carico del genitore che ha diritto ai contributi e riequilibra l’apporto dei due genitori. Da una parte propone che i parenti del genitore che ha diritto ai contributi di mantenimento non siano più tenuti a sostenere quest’ultimo. Dall’altra intende modificare il diritto vigente in modo tale che il genitore che ha diritto ai contributi di mantenimento non debba più restituire allo Stato le prestazioni di aiuto sociale per i figli.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 04.07.2012

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