Nessuna estensione dello scambio di dati tra Confederazione e Cantoni

Parole chiave: Protezione dei dati

Comunicati, Il Consiglio federale, 15.06.2012

Berna. Le disposizioni in vigore sullo scambio di dati tra Confederazione e Cantoni nei settori delle assicurazioni sociali, dell’aiuto sociale, della naturalizzazione e della fiscalità sono sufficienti. Non è pertanto necessario estendere lo scambio di dati. È quanto conclude un rapporto di cui il Consiglio federale ha preso atto venerdì.

Già nel dicembre 2010 il Consiglio federale era giunto alla conclusione che in linea di massima la base legale per lo scambio di dati tra Confederazione e Cantoni soddisfa le esigenze. In una seconda fase ha poi esaminato ulteriori misure per ottimizzare lo scambio di dati nel settore delle assicurazioni sociali, dell’aiuto sociale, della naturalizzazione e della fiscalità. Dall’analisi è risultato che la normativa vigente consente una collaborazione efficiente e che non sono necessarie ulteriori misure.

Scuole: nessun obbligo di notifica dei bambini in situazione irregolare

Tutti i bambini hanno diritto all’istruzione scolastica di base. Imporre per legge alle autorità scolastiche di notificare gli alunni che soggiornano in Svizzera illegalmente, contrasterebbe con i principi costituzionali e il diritto pubblico internazionale. L’obbligo di notifica dovrebbe pertanto andare di pari passo con la possibilità di regolarizzare il soggiorno. Al momento però una clausola del genere per i casi di rigore, formulata come diritto e comprendente anche i genitori, faticherebbe a ottenere una maggioranza politica. Per questi motivi il Consiglio federale rinuncia a imporre alle scuole un obbligo di notifica generalizzato.

Nessuna banca dati nazionale per il settore sociale

Gli organi delle singole assicurazioni sociali devono fornirsi reciprocamente, su richiesta, i dati necessari per prevenire versamenti indebiti. Se mutano le circostanze determinanti per la prestazione, l’informazione è addirittura obbligatoria. Un tale obbligo sussiste anche, su richiesta, tra altre autorità amministrative – in particolare la competente autorità di aiuto sociale – e le assicurazioni sociali. Una banca dati nazionale per il settore sociale porterebbe pochi vantaggi e causerebbe oneri finanziari e tecnici troppo elevati. Ecco perché il Consiglio federale rinuncia a introdurla.

Nessuna normativa uniforme

Dall’analisi delle disposizioni vigenti si evince che non sono possibili misure d’intervento generali per definire come disciplinare lo scambio di dati tra le varie autorità. Le esigenze delle autorità interessate sono infatti troppo diverse. Il Consiglio federale rinuncia pertanto a una normativa uniforme per lo scambio di dati ritenendo più opportuno un approccio incentrato sui problemi e le esigenze.

Questioni aperte

Riguardo al lavoro in nero si sta valutando se ampliare l’accesso dei competenti organi di controllo alle banche dati dei settori delle assicurazioni sociali e dell’aiuto sociale. Il Consiglio federale ha inoltre incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (Ufficio federale della migrazione), il Dipartimento federale dell’interno (Ufficio federale delle assicurazioni sociali) e il Dipartimento federale dell’economia (SECO) di esaminare in modo approfondito se, secondo il diritto in materia di stranieri e di assicurazioni sociali e riguardo al lavoro in nero, la situazione giuridica dei sans papier possa ancora considerarsi coerente e al passo coi tempi.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 15.06.2012

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