L'autorità parentale congiunta diventa la regola

Il Consiglio federale adotta il messaggio sulla revisione del Codice civile

Comunicati, Il Consiglio federale, 17.11.2011

Berna. In futuro l'autorità parentale congiunta costituirà la regola, indipendentemente dallo stato civile dei genitori. Al centro della nuova normativa vi è il bene del figlio. Un genitore potrà essere privato dell'autorità parentale soltanto se necessario per tutelare gli interessi del figlio. Mercoledì il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la revisione del Codice civile (CC). In un secondo momento il Consiglio federale rivedrà il diritto al mantenimento per i genitori non coniugati o divorziati.

Attualmente, in caso di divorzio, l’autorità parentale è assegnata a un solo genitore. Se i genitori non sono coniugati, il diritto vigente prevede l'attribuzione alla madre. I genitori non sposati o divorziati possono ottenere l'autorità parentale congiunta soltanto se presentano una corrispondente richiesta congiunta e si accordano quanto al mantenimento e all’accudimento del figlio. In tal modo il diritto in vigore viola il principio dell’uguaglianza tra uomo e donna.

Un compromesso equo

In futuro, in caso di divorzio, l'autorità parentale sarà attribuita a entrambi i genitori. Il giudice deve però assicurarsi che siano rispettate le condizioni per il suo esercizio congiunto. A decidere se attribuire l'autorità parentale a un solo genitore per tutelare il bene del figlio sarà il giudice, in caso di divorzio, o l'autorità di protezione dei minori, nel caso di un figlio nato al di fuori del matrimonio. Possibili motivi che giustificano la revoca dell’autorità parentale sono inesperienza, malattia, infermità, violenza o assenza.

L’introduzione dell’autorità parentale congiunta come regola costituisce un cambiamento radicale per i genitori non coniugati. Ciononostante, se i genitori non riescono a trovare un accordo, nemmeno in futuro sarà loro attribuita «automaticamente» l'autorità parentale congiunta. In questi casi un genitore potrà rivolgersi all'autorità di protezione dei minori, che disporrà l’autorità parentale congiunta, sempreché ciò non pregiudichi gli interessi del figlio.

Niente ostacoli che rendano la vita difficile

L’autorità parentale congiunta significa che di regola i genitori prendono di comune accordo qualsiasi decisione che riguarda il figlio. Questo principio non deve però essere sfruttato da un genitore per rendere la vita difficile all’altro genitore. Per tale motivo il genitore che accudisce il figlio può prendere autonomamente decisioni riguardanti questioni di ordine quotidiano o urgenti. Si tratta principalmente di alimentazione, vestiario e attività del tempo libero.

La revisione disciplina inoltre la determinazione del luogo di dimora. Se un genitore intende trasferire il proprio luogo di dimora o quello del figlio, deve prima ottenere il consenso dell’altro genitore. Tale consenso non è necessario se il trasferimento avviene all’interno della Svizzera e non comporta ripercussioni notevoli sull’esercizio dell’autorità parentale. Ciò avviene, ad esempio, quando in seguito al trasferimento la durata del tragitto rimane invariata o viene addirittura ridotta. Se i genitori non riescono a trovare un accordo, spetta al giudice o all’autorità di protezione dei minori decidere in merito al luogo di dimora.

Per ora non è previsto un disciplinamento nel Codice penale

Il Consiglio federale rinuncia per ora a punire espressamente il genitore incaricato della custodia che impedisce di esercitare il diritto di visita. È infatti lecito temere che punendo un genitore soffra anche il figlio. Peraltro i giudici e l’autorità di protezione dei minori hanno già la possibilità di multare i genitori che non si attengono a quanto concordato in merito al diritto di visita (art. 292 CP, Disobbedienza a decisioni dell’autorità).

Anche il diritto al mantenimento sarà sottoposto a revisione

La responsabilità parentale comprende anche il diritto e il dovere di prendersi cura del figlio e di provvedere congiuntamente al suo mantenimento. Per quanto riguarda questo secondo aspetto, il diritto vigente evidenzia lacune e risulta obsoleto, soprattutto nei confronti delle madri nubili, il cui mantenimento – diversamente da quanto avviene per le donne divorziate – non è assicurato, il che si ripercuote indirettamente anche sui figli. Se il reddito non è sufficiente a sostenere due nuclei familiari, in base al diritto in vigore soltanto il genitore che accudisce il figlio è colpito dall’ammanco finanziario ed è costretto a fare affidamento sulle prestazioni di aiuto sociale, che deve poi restituire una volta che dispone di nuovo di un patrimonio. Il Tribunale federale ha definito questa normativa insoddisfacente e richiesto una correzione. Pertanto nella prima metà del 2012 il Consiglio federale porrà in consultazione proposte per un nuovo disciplinamento del diritto al mantenimento che, come l’autorità parentale, sarà strutturato in modo tale che lo stato civile dei genitori non comporti svantaggi per il figlio.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 17.11.2011

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