Di regola lo scambio di dati tra le autorità funziona bene

Il Consiglio federale intende tuttavia valutare possibilità di perfezionamento

Parole chiave: Protezione dei dati

Comunicati, DFGP, 23.12.2010

Berna. Di regola lo scambio di dati tra le autorità federali e cantonali nei settori delle assicurazioni sociali, dell’aiuto sociale, della naturalizzazione e delle imposte funziona bene. Le vigenti disposizioni sulla protezione dei dati non ostacolano la scoperta di abusi e non occorre pertanto indebolirle. Il Consiglio federale intende tuttavia valutare singoli miglioramenti, come scrive in un rapporto pubblicato giovedì.

In nessuno dei settori esaminati da un’impresa privata vi sono indizi di gravi problemi nell’ambito dello scambio di dati. Nel suo rapporto steso in risposta a un postulato, il Consiglio federale osserva che nel lavoro quotidiano l’acquisizione di dati presso un’altra autorità funziona bene. Tale acquisizione non costituisce tuttavia l’unica fonte d’informazione per accertare i fatti. In tutti i casi esaminati svolgono un ruolo importante le dichiarazioni della persona interessata. Lo scambio di dati non costituisce l’unica fonte d’informazione per scoprire eventuali casi di abuso e per verificare un sospetto; sono altrettanto importanti altri elementi, quali ad esempio l’esperienza e la formazione del personale, che permettono di individuare incoerenze in un dossier.

Secondo il Consiglio federale i principi dell’autodichiarazione e dell’obbligo di partecipazione hanno dato buoni risultati. Tali principi presuppongono tuttavia che i dati consegnati a un’autorità siano trattati in modo confidenziale. La maggior parte dei cittadini merita questa fiducia. Non occorre estendere senza necessità oggettiva le numerose e giustificate deroghe al principio della confidenzialità.

Sotto esame alcune possibilità di miglioramento

Le basi legali necessarie per lo scambio di dati sono a disposizione e non lo ostacolano. Il Consiglio federale ha pertanto concluso che attualmente non si impone alcuna revisione della legge federale sulla protezione dei dati. Intende tuttavia esaminare diverse misure per perfezionare lo scambio di dati e ha pertanto conferito ai dipartimenti competenti i pertinenti incarichi.

  • Il Dipartimento federale dell’interno (DFI) esamina se la Confederazione debba istituire una banca dati sulle prestazioni delle assicurazioni sociali, al fine di agevolare gli accertamenti delle autorità cantonali.
  • Il Dipartimento federale dell’economia (DFE) esamina, nell’ambito della valutazione della legge federale contro il lavoro nero, se l’accesso degli organi di controllo alle attuali banche dati nel settore delle assicurazioni sociali debba essere ampliato e se la lotta al lavoro nero debba estendersi al settore delle imposte dirette. Verifica inoltre se i Cantoni abbiano l’esigenza specifica di combattere in modo più mirato il lavoro nero in connessione con l’aiuto sociale.
  • Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) esamina se le autorità in materia di stranieri e asilo debbano essere informate se una persona versa contributi alle assicurazioni sociali o riceve contributi, senza essere titolare di un permesso di soggiorno (problema dei «sans-papiers»).

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 23.12.2010

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