Base legale per la liquidazione di averi non rivendicati

Comunicati, DFGP, 01.10.2010

Berna. Le banche devono avere la possibilità di liquidare averi non rivendicati se nessun avente diritto si è presentato in seguito alla pubblicazione. Questo è quanto prevede il messaggio aggiuntivo concernente la modifica della legge sulle banche, approvato oggi dal Consiglio federale. Alla luce dei controversi risultati della consultazione, il Consiglio federale rinuncia invece a disciplinare nel diritto privato la procedura da seguire in caso di averi non rivendicati.

Poiché attualmente manca un’apposita base legale, le banche non possono liquidare gli averi di detentori che non riescono ad essere individuati nonostante ricerche approfondite. Il Consiglio federale intende ovviare a questa situazione insoddisfacente con una semplice disposizione nella legge sulle banche. In futuro le banche dovranno poter liquidare gli averi da tempo non rivendicati se nessun avente diritto ha reagito alla pubblicazione. Il ricavato della liquidazione deve spettare alla Confederazione e le pretese degli aventi diritto che non si sono presentati in seguito alla pubblicazione si estinguono. I dettagli andrebbero disciplinati in un’ordinanza del Consiglio federale. In questo modo si intende permettere alla piazza bancaria svizzera di chiudere i «conti dormienti» in virtù di una base legale e tutelando quanto possibile gli interessi degli aventi diritto.

Rinuncia a nuove regole di diritto privato

La proposta iniziale del Consiglio federale di disciplinare nel diritto privato il modo di procedere in caso di averi non rivendicati ha suscitato reazioni contrastanti in sede di consultazione. Una soluzione di diritto privato è stata respinta soprattutto dalle banche principalmente interessate.

I partiti hanno mostrato reazioni contrastanti: mentre l'UDC, il PPD e i Verdi sostengono la soluzione di diritto privato, il PLR e il PS esprimono riserve. La soluzione proposta ha sollevato critiche anche da parte dei singoli Cantoni e soprattutto del Cantone di Zurigo, la cui posizione sarebbe stata decisiva visto l'importante ruolo per la piazza economica. Infatti, secondo la normativa prevista, proprio i giudici e le autorità cantonali sarebbero stati competenti per l'esecuzione della dichiarazione di scomparsa e per la ripartizione dell'eredità.

Sempre meno fondi in giacenza

La rinuncia a disciplinare nel diritto privato gli averi non rivendicati non significa che per tali valori patrimoniali si verrebbe a creare un vuoto normativo. Ad essi si applicano invece le regole generali del Codice civile e del Codice delle obbligazioni, in particolare quelle sulla mora del creditore. Esse permettono al debitore di depositare un oggetto con effetto liberatorio se il contatto con la parte contraente è andato perso.

Il diritto vigente prevede anche numerose norme di autoregolamentazione e in particolare le linee guida dell'Associazione svizzera dei banchieri, le quali tengono conto delle esperienze negative della seconda guerra mondiale, contribuendo a ridurre sempre di più il numero di averi non rivendicati in futuro. Questo calo è favorito anche dall'evoluzione tecnologica, che permette una comunicazione sempre più facile tra le banche e i clienti.

La revisione relativa alle Sagl risolve il problema delle persone giuridiche

Il problema dei fondi in giacenza delle persone giuridiche iscritte nel registro di commercio è stato risolto con la revisione del diritto delle società a garanzia limitata (Sagl), entrata in vigore il 1° gennaio 2008. La corrispondente disposizione del Codice delle obbligazioni obbliga l'ufficiale del registro di commercio a intervenire e a rivolgersi al giudice se una persona giuridica non dispone più degli organi richiesti. In tal modo si garantisce anche una corretta liquidazione della società.

vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 01.10.2010

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