Riforma della Corte europea dei diritti dell'uomo: varata una dichiarazione congiunta a Interlaken

Comunicati, DFGP, 19.02.2010

Berna. Per il 18/19 febbraio 2010 la Svizzera, in quanto Stato presidente del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, ha indetto una conferenza dei ministri a Interlaken con lo scopo di portare avanti la riforma della Corte europea dei diritti dell'uomo, cronicamente oberata. Varando la dichiarazione congiunta, i rappresentanti dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa ribadiscono la loro volontà di garantire l'avvenire a lungo termine della Corte.

Hanno rappresentato la Svizzera alla conferenza sul futuro della Corte la consigliera federale Micheline Calmy-Rey, capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e Presidente attuale del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, e la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). La conferenza è durata due giorni ed è stata presieduta dal capo del DFGP. Oltre ai rappresentanti dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa, vi hanno preso parte il segretario generale del Consiglio d'Europa Thorbjørn Jagland, il presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo Jean-Paul Costa e il presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa Mevlüt Çavusoglu.

L'obiettivo della conferenza era di preparare il terreno per la futura riforma della Corte europea dei diritti dell'uomo. Il varo di una dichiarazione congiunta segna la riuscita della conferenza. La dichiarazione congiunta prevede in particolare di riequilibrare il rapporto tra i casi in entrata e quelli evasi, di smaltire gli attuali circa 120 000 casi pendenti e di garantire che i nuovi ricorsi possano essere sbrigati in tempo ragionevole. S'intende inoltre ottimizzare l'applicazione delle sentenze della Corte nei singoli Paesi e, di rimando, garantire un controllo efficace in materia da parte del Comitato dei Ministri. Per realizzare tali obiettivi, la dichiarazione politica comprende un piano d'azione corredato di un elenco di misure a breve e medio termine, completo di scadenzario.

Il segretario generale Thorbjørn Jagland ha dichiarato: «Salveremo la Corte perché non abbiamo altra scelta. Sono gli Europei a chiedercelo e meritano di essere accontentati». Il presidente della Corte Jean-Paul Costa ha affermato: «Le garantisco che la nostra Corte, pur mantenendo la propria indipendenza, è disposta a percorrere con determinazione la via tracciata dalla conferenza di Interlaken». Il Presidente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa a salutato le misure prese per migliorare l'efficienza della Corte ma ha sottolineato che queste misure potranno essere ottimizzate solamente nel quadro di un Consiglio d'Europa forte.

La consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha rilevato: «A Interlaken abbiamo gettato le basi per accelerare la riforma della Corte. La Svizzera perseguirà energicamente tale obiettivo sia durante la sua presidenza sia in seguito». E la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha asserito: «Vorrei sottolineare che possiamo essere molto soddisfatti dell'esito della conferenza di Interlaken. Era importante che il risultato non si limitasse a una semplice dichiarazione politica d'intenti, ma che fossero proposte misure quanto più concrete possibili».

Giovedì, poco prima che la conferenza avesse inizio, il ministro di giustizia russo Alexander Konovalov ha depositato l'atto di ratifica in presenza del segretario generale Thorbjørn Jagland e della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. Il protocollo 14 entrerà quindi in vigore il 1° giugno 2010.

La conferenza di Interlaken è un evento chiave della presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, assunta dalla Svizzera il 18 novembre 2009 per la durata di sei mesi.

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vai a inizio pagina Ultimo aggiornamento 19.02.2010

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